Avevano organizzato l’azione tramite una chat su Telegram, seminascosta e frequentata da qualche centinaio di persone, rese anonime dal nickname.
Come scrive stamattina La Nazione, il blitz condotto ieri da una cinquantina di persone contro il cantiere del parco eolico del monte Giogo era stato organizzato su alcune chat della piattaforma, mettendo in comunicazione soggetti provenienti non solo da Firenze ma anche da altre città d’Italia.
Inoltre il blitz era stato pianificato, tanto che, scrive questa mattina il quotidiano, in alcune chat era stato chiesto di inviare eventuali segnalazioni di “presenze sgradite”, cioè auto delle forze dell’ordine a presidio del cantiere.
L’attacco è stato improvviso e condotto con metodi piuttosto violenti: i boscaioli, scrive La Nazione, sono stati circondati da un gruppo di persone armate di coltello, che poi successivamente hanno danneggiato i macchinari arrecando circa mezzo milione di euro di danni. Hanno poi circondato alcuni ingegneri della Agsm Aim, costringendoli a lasciare il cantiere.
I messaggi inviati nella chat, scrive il quotidiano, sono di quelli che dopo un giorno si cancellano, perciò ricostruire quanto detto sarà molto difficile per gli inquirenti.
Come scrive stamattina La Nazione, il blitz condotto ieri da una cinquantina di persone contro il cantiere del parco eolico del monte Giogo era stato organizzato su alcune chat della piattaforma, mettendo in comunicazione soggetti provenienti non solo da Firenze ma anche da altre città d’Italia.
Inoltre il blitz era stato pianificato, tanto che, scrive questa mattina il quotidiano, in alcune chat era stato chiesto di inviare eventuali segnalazioni di “presenze sgradite”, cioè auto delle forze dell’ordine a presidio del cantiere.
L’attacco è stato improvviso e condotto con metodi piuttosto violenti: i boscaioli, scrive La Nazione, sono stati circondati da un gruppo di persone armate di coltello, che poi successivamente hanno danneggiato i macchinari arrecando circa mezzo milione di euro di danni. Hanno poi circondato alcuni ingegneri della Agsm Aim, costringendoli a lasciare il cantiere.
I messaggi inviati nella chat, scrive il quotidiano, sono di quelli che dopo un giorno si cancellano, perciò ricostruire quanto detto sarà molto difficile per gli inquirenti.
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