La barra di metallo che univa il carrello al mezzo si spezzò: secondo i giudici per l’avanzato stato di ossidazione, invisibile perché coperto da vernice

La sera del 4 marzo 2024 una giostra, attaccata tramite rimorchio ad un camion guidato dal suo proprietario, si staccò accidentalmente andandosi a schiantare contro l’auto di Francesco Schifitto, 62enne che in quel momento viaggiava in senso opposto in via Perfetti Ricasoli.

Nell’impatto, violentissimo e frontale, l’uomo rimase incastrato nelle lamiere della propria auto, e dopo l’intervento dei vigili del fuoco, che lo estrassero dalla vettura accartocciata, e i soccorsi in ospedale, morì.

Per l’incidente fu messo sotto processo l’uomo alla guida del mezzo al quale era attaccata la giostra: ieri è arrivata la sentenza del processo penale con l’assoluzione del proprietario della giostra.

Secondo le consulenze, infatti, la barra che collegava il mezzo alla giostra rimorchiata era in stato di ossidazione non percepibile, poiché rivestita di diversi strati di vernice.

L'imputato, difeso dall'avvocato Nicola Muncibì, aveva acquistato la giostra, accessori compresi per il trasporto, e aveva ottenuto l'idoneità dopo il superamento del collaudo. Quella sera stava andando a smontare la giostra. 

La procura aveva chiesto per il giostraio la condanna a 1 anno e due mesi, in quanto il rimorchio era stato agganciato al camion senza autorizzazione e senza rispettare gli standard di sicurezza.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies