Che fosse una bravata, una stupidaggine, o che dietro al folle gesto di un quattordicenne fiorentino ci fossero altre motivazioni, non è dato sapere. Ma il saluto nazista fatto da un giovanissimo studente di Firenze ad Auschwitz nel 2022, simbolo dell’orrore del nazismo, rischiava di costare carissimo al giovane.
Come riporta questa mattina La Nazione, infatti, non solo il ragazzo è stato ovviamente immediatamente ripreso, ma per il suo gesto si sono mosse anche le autorità polacche, sulla base, spiega il quotidiano, dell’articolo 256 comma 1 del codice penale polacco, che punisce ogni forma di propaganda del fascismo e di altre ideologie totalitarie e ogni forma di propaganda di odio per motivi etnici e religiosi.
E, spiega ancora La Nazione, mentre la giustizia polacca si metteva in moto, parallelamente, sempre su richiesta dei colleghi polacchi, anche la procura dei minori di Firenze apriva un fascicolo per approfondire il background culturale e familiare del giovane.
E negli ultimi giorni, per l’allora quattordicenne è arrivato il non luogo a procedere da parte della magistratura italiana, motivato sulla base dell’avvertimento che le autorità polacche hanno già emesso nei suoi confronti: un provvedimento che non ha grandi conseguenze sul piano penale, ma che punta ad educare i giovanissimi al rispetto di uno dei luoghi simbolo dell’orrore del nazismo.
Come riporta questa mattina La Nazione, infatti, non solo il ragazzo è stato ovviamente immediatamente ripreso, ma per il suo gesto si sono mosse anche le autorità polacche, sulla base, spiega il quotidiano, dell’articolo 256 comma 1 del codice penale polacco, che punisce ogni forma di propaganda del fascismo e di altre ideologie totalitarie e ogni forma di propaganda di odio per motivi etnici e religiosi.
E, spiega ancora La Nazione, mentre la giustizia polacca si metteva in moto, parallelamente, sempre su richiesta dei colleghi polacchi, anche la procura dei minori di Firenze apriva un fascicolo per approfondire il background culturale e familiare del giovane.
E negli ultimi giorni, per l’allora quattordicenne è arrivato il non luogo a procedere da parte della magistratura italiana, motivato sulla base dell’avvertimento che le autorità polacche hanno già emesso nei suoi confronti: un provvedimento che non ha grandi conseguenze sul piano penale, ma che punta ad educare i giovanissimi al rispetto di uno dei luoghi simbolo dell’orrore del nazismo.
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