Un ricorso straordinario per Cassazione contro la sentenza della Cassazione stessa, per revisionare la condanna a carico di Denis Verdini per il fallimento della casa editrice Ste. Il tentativo, come riporta oggi l'edizione fiorentina de La Nazione, è di mitigare il cumulo di pena, che si esaurirà nel 2032, che Verdini, 73 anni, sta scontando in detenzione domiciliare nella sua villa di Pian di Giullari a Firenze. A novembre, i legali di Verdini saranno dinanzi alla Suprema Corte per sostenere che quella della società che editava "Il Giornale della Toscana", dorso locale del quotidiano fondato da Montanelli, fu una bancarotta "riparata", in quanto l'imputato ha restituito il debito che la Ste aveva accumulato nei confronti del Credito Fiorentino, la banca di cui è stato presidente lo stesso Verdini per più di vent'anni.
Secondo la difesa dell'ex senatore di Ala, gli Ermellini sarebbero caduti nell'errore di non vedere la "riparazione" e nemmeno nel considerare la fattispecie, prevista dal codice penale, di bancarotta "preferenziale", visto che, tra i creditori Ste, era stata privilegiata appunto la banca.
"La 'riparazione' deve essere integrale e in favore dell'intera massa creditoria: solo se presenta tali requisiti, risulta idonea ad annullare la portata pregiudizievole della precedente condotta distrattiva", hanno invece sostenuto i giudici nella sentenza che viene contestata.
Un ricorso straordinario "gemello", presentato da un altro politico condannato (a una pena di cinque anni) per la bancarotta Ste, l'ex deputato Massimo Parisi, è stato però già bocciato.
Secondo la difesa dell'ex senatore di Ala, gli Ermellini sarebbero caduti nell'errore di non vedere la "riparazione" e nemmeno nel considerare la fattispecie, prevista dal codice penale, di bancarotta "preferenziale", visto che, tra i creditori Ste, era stata privilegiata appunto la banca.
"La 'riparazione' deve essere integrale e in favore dell'intera massa creditoria: solo se presenta tali requisiti, risulta idonea ad annullare la portata pregiudizievole della precedente condotta distrattiva", hanno invece sostenuto i giudici nella sentenza che viene contestata.
Un ricorso straordinario "gemello", presentato da un altro politico condannato (a una pena di cinque anni) per la bancarotta Ste, l'ex deputato Massimo Parisi, è stato però già bocciato.
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