Il progetto Coop porta la natura negli spazi scolastici. Simone Torresi: «Partiamo anche alle 4.30 per far trovare ai bambini una sorpresa che crescerà insieme a loro»

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Ottanta scuole elementari in tutta la Toscana e un obiettivo comune: avvicinare i bambini alla natura, trasformando gli spazi esterni degli istituti in luoghi di scoperta e apprendimento. È il progetto Coop dei “Boschi didattici”, realizzati dalla ditta Torresi con la programmazione e la direzione dei lavori dell’architetto paesaggista Dario Boldrini.

Da Firenze a Siena e Livorno, fino a Massa Carrara, l’iniziativa porta nelle scuole veri e propri spazi educativi all’aperto. Non semplici aiuole, ma piccoli ambienti naturali allestiti con essenze al 100% mediterranee, pensati per trasmettere ai più piccoli la conoscenza e il rispetto dell’ambiente.

Dietro la realizzazione c’è anche una storia di famiglia. La ditta Torresi ha il proprio ufficio in via del Gelsomino 35 a Firenze e coinvolge Simone, la moglie Federica e il figlio Lorenzo, insieme a sette dipendenti. Un’impresa partita dagli scavi e dall’edilizia, che nel tempo ha ampliato le proprie attività.

«Siamo partiti tanti anni fa con gli scavi e l’edilizia, poi ci siamo allargati», racconta Simone Torresi. «Oggi ci proponiamo come general contractor e offriamo molti tipi di servizi, dai lavori edili a tanti altri interventi. Non ci muoviamo soltanto su Firenze: siamo conosciuti in buona parte del territorio toscano e, nonostante i tempi difficili, siamo in forte crescita».

Tra le diverse attività dell’azienda, quella nelle scuole occupa un posto speciale. La ditta cura la realizzazione e l’allestimento dei boschi didattici, traducendo sul campo gli interventi programmati e diretti da Boldrini. Un impegno che, nelle parole di Torresi, coinvolge tutta la squadra anche sul piano personale.

«Io, Lorenzo e i nostri collaboratori siamo entusiasti, ogni anno, di tornare a fare questo lavoro nelle scuole. Ci piace tantissimo e lo facciamo con passione. Per noi è un onore creare i boschi didattici e vedere l’attenzione dei bambini: è una cosa fantastica».

Una parte della magia si costruisce quando la giornata deve ancora cominciare. La squadra parte all’alba, talvolta prima, per raggiungere gli istituti e preparare gli allestimenti in poche ore, cercando di farli trovare pronti all’ingresso degli alunni.

«Partiamo la mattina alle cinque, a volte anche alle quattro e mezzo, per arrivare prestissimo, quando spesso è ancora buio», spiega Torresi. «Andiamo in diverse persone e lavoriamo per far trovare ai bambini questa sorpresa nella loro scuola, pronta o quasi all’apertura. È una sorpresa che li accompagnerà durante il percorso scolastico: vedranno crescere il bosco, diventerà parte delle loro attività e cresceranno insieme».

Il progetto procede con interventi che interessano circa dieci scuole ogni anno, ampliando progressivamente la rete degli istituti coinvolti. Gli allestimenti di questa fase sono in via di completamento. «Siamo felici ed entusiasti di questa collaborazione. In tutti i comuni abbiamo riscontrato soddisfazione e stiamo finendo proprio in questi giorni», aggiunge Torresi.

Osservare una pianta, seguirne la crescita e riconoscere il passaggio delle stagioni diventano così occasioni di apprendimento quotidiano. Per chi realizza questi spazi, alle finalità educative si aggiunge il piacere di contribuire a un’esperienza che rimane nella vita dei bambini.

«Il sacrificio è tanto, ma questo lavoro lo facciamo soprattutto per passione, con il cuore», conclude Simone Torresi. «Non lo viviamo soltanto come un’attività economica: per noi conta tornare ogni anno nelle scuole, trascorrere quelle due settimane a contatto con i bambini e creare qualcosa per loro».
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