Supera la soglia di 1,3 miliardi il valore della 'Dop economy' della Toscana, di cui 1,14 miliardi nel vino e 187 milioni nel food, trainando un comparto agroalimentare da 5,5 miliardi complessivi. In questo scenario la Toscana guida l'Italia con 90 prodotti a denominazione protetta registrati a livello europeo. È la fotografia di Ismea emersa durante il convegno 'Agricoltura toscana: modello di buon vivere. Radici, qualità e valore delle produzioni Dop e Igp', che si è svolto a Firenze in occasione dell'ottava edizione di BuyFood Toscana, manifestazione promossa da Regione Toscana e Camera di commercio di Firenze, organizzata da PromoFirenze e Fondazione sistema Toscana in sinergia con la rete di Vetrina Toscana.
Il sistema toscano delle Indicazioni geografiche, si spiega durante l'evento, si conferma una leva decisiva di valore per oltre 16.700 operatori. La Toscana si conferma la terza regione d'Italia per impatto economico del vino Ig (1,139 mld) e si colloca tra le prime dieci realtà del Paese per il cibo a denominazione, attestandosi a 187 milioni alla produzione con un tessuto di 11.327 operatori. All'interno del paniere food, oltre il 70% del valore alla produzione è concentrato in tre filiere: prodotti a base di carne (28%), prodotti da forno e dolciari (25%) e formaggi (20%), a cui si affianca l'olio extravergine di oliva (cresciuto del +9,4% nell'ultimo anno). A fare da traino sono cinque eccellenze che valgono l'84% del totale: Cantuccini Toscani Igp, Pecorino Toscano Dop, Prosciutto Toscano Dop, Olio Toscano Igp e Finocchiona Igp.
L'assessore regionale all'agricoltura Leonarda Marras ha evidenziato i dati della ricerca: "1,3 miliardi di produzione e il 30% delle imprese agricole stanno dentro al sistema dei prodotti certificati. Significa che il patto con i consumatori a livello internazionale funziona, sono prodotti che hanno una grande missione internazionale, con una riconoscibilità nei mercati che deriva dal fatto che sono radicati sul territorio e identitari della Toscana".
Francesco Palumbo, direttore di Fondazione sistema Toscana ha detto che "i prodotti di qualità della Toscana, che sono tanti, devono essere raccontati sui mercati nazionali e internazionali, noi lo facciamo raccontando l'eccellenza delle produzioni e dei territori".
Nel 2025 il comparto dell'agroalimentare toscano ha registrato un calo del -7,8%, in controtendenza rispetto alla media dell'agroalimentare nazionale (+4,9%) e al dato dell'export toscano complessivo (+21,3%, trainato dalla manifattura). E' quanto emerso dalla ricerca Ismea presentata durante il convegno 'Agricoltura toscana: modello di buon vivere. Radici, qualità e valore delle produzioni Dop e Igp', che si è svolto a Firenze in occasione dell'ottava edizione di BuyFood Toscana.
Le esportazioni del comparto valgono 3,6 miliardi di euro, pari al 5% sul totale nazionale e al 4,7% del totale delle merci esportate dalla Toscana. Sul piano geografico, Stati Uniti, Germania e Francia concentrano il 44,8% delle vendite estere regionali. Gli Usa restano il primo sbocco (23,2% dell'export regionale e oltre l'11,2% del food&wine italiano verso il Paese): qui l'olio Evo italiano a trazione toscana presidia il 36,9% delle quote d'importazione, con prezzi medi superiori del 15% rispetto ai competitor spagnoli e tunisini. In Germania (13,4% dell'export toscano), i prodotti regionali occupano posizioni di vertice: quelli da forno e pasticceria sono secondi fornitori esteri (16,3% del mercato), anche i salumi e insaccati si posizionano al secondo posto con il 23,7% e i formaggi stagionati si attestano al terzo con l'11,2%. A questo quadro si affianca l'export delle sole Ig del cibo toscano che raggiunge i 91 milioni di euro, di cui il 53% viaggia verso i Paesi Extra-UE, trainati da Usa, Regno Unito e Canada. L'assessore regionale all'agricoltura Leonardo Marras ha spiegato che "l'agroalimentare flette anche a causa del contesto internazionale e naturalmente anche i dazi hanno il loro peso, soprattutto per un mercato di riferimento per i prodotti italiani come quello degli Stati Uniti. Ma va detto - ha continuato Marras - che i Dop e i Igp hanno retto proprio per la loro capacità di essere attrattivi e soprattutto ricercati da una fascia di mercato medio-alta".
Il sistema toscano delle Indicazioni geografiche, si spiega durante l'evento, si conferma una leva decisiva di valore per oltre 16.700 operatori. La Toscana si conferma la terza regione d'Italia per impatto economico del vino Ig (1,139 mld) e si colloca tra le prime dieci realtà del Paese per il cibo a denominazione, attestandosi a 187 milioni alla produzione con un tessuto di 11.327 operatori. All'interno del paniere food, oltre il 70% del valore alla produzione è concentrato in tre filiere: prodotti a base di carne (28%), prodotti da forno e dolciari (25%) e formaggi (20%), a cui si affianca l'olio extravergine di oliva (cresciuto del +9,4% nell'ultimo anno). A fare da traino sono cinque eccellenze che valgono l'84% del totale: Cantuccini Toscani Igp, Pecorino Toscano Dop, Prosciutto Toscano Dop, Olio Toscano Igp e Finocchiona Igp.
L'assessore regionale all'agricoltura Leonarda Marras ha evidenziato i dati della ricerca: "1,3 miliardi di produzione e il 30% delle imprese agricole stanno dentro al sistema dei prodotti certificati. Significa che il patto con i consumatori a livello internazionale funziona, sono prodotti che hanno una grande missione internazionale, con una riconoscibilità nei mercati che deriva dal fatto che sono radicati sul territorio e identitari della Toscana".
Francesco Palumbo, direttore di Fondazione sistema Toscana ha detto che "i prodotti di qualità della Toscana, che sono tanti, devono essere raccontati sui mercati nazionali e internazionali, noi lo facciamo raccontando l'eccellenza delle produzioni e dei territori".
Nel 2025 il comparto dell'agroalimentare toscano ha registrato un calo del -7,8%, in controtendenza rispetto alla media dell'agroalimentare nazionale (+4,9%) e al dato dell'export toscano complessivo (+21,3%, trainato dalla manifattura). E' quanto emerso dalla ricerca Ismea presentata durante il convegno 'Agricoltura toscana: modello di buon vivere. Radici, qualità e valore delle produzioni Dop e Igp', che si è svolto a Firenze in occasione dell'ottava edizione di BuyFood Toscana.
Le esportazioni del comparto valgono 3,6 miliardi di euro, pari al 5% sul totale nazionale e al 4,7% del totale delle merci esportate dalla Toscana. Sul piano geografico, Stati Uniti, Germania e Francia concentrano il 44,8% delle vendite estere regionali. Gli Usa restano il primo sbocco (23,2% dell'export regionale e oltre l'11,2% del food&wine italiano verso il Paese): qui l'olio Evo italiano a trazione toscana presidia il 36,9% delle quote d'importazione, con prezzi medi superiori del 15% rispetto ai competitor spagnoli e tunisini. In Germania (13,4% dell'export toscano), i prodotti regionali occupano posizioni di vertice: quelli da forno e pasticceria sono secondi fornitori esteri (16,3% del mercato), anche i salumi e insaccati si posizionano al secondo posto con il 23,7% e i formaggi stagionati si attestano al terzo con l'11,2%. A questo quadro si affianca l'export delle sole Ig del cibo toscano che raggiunge i 91 milioni di euro, di cui il 53% viaggia verso i Paesi Extra-UE, trainati da Usa, Regno Unito e Canada. L'assessore regionale all'agricoltura Leonardo Marras ha spiegato che "l'agroalimentare flette anche a causa del contesto internazionale e naturalmente anche i dazi hanno il loro peso, soprattutto per un mercato di riferimento per i prodotti italiani come quello degli Stati Uniti. Ma va detto - ha continuato Marras - che i Dop e i Igp hanno retto proprio per la loro capacità di essere attrattivi e soprattutto ricercati da una fascia di mercato medio-alta".
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