“Non vogliamo fare alcun gioco di forza con la Questura, però non è il nostro interlocutore”

Non è ancora stato ufficializzato il percorso del corteo che domani attraverserà Firenze in occasione dello sciopero generale contro guerra e carovita indetto dall'Usb, con concentramento alle 10 alla Fortezza, in piazza Bambine e Bambini di Beslan. L'incontro di questa mattina non ha portato a un esito positivo.
     
"Per noi - spiega il sindacato su propri canali social - dovrebbe essere questo: partenza dalla Fortezza, viali, piazza della Libertà, Prefettura in via Cavour, Regione in piazza Duomo e arrivo in piazza della Signoria sotto Palazzo Vecchio. Sono i palazzi del potere a Firenze: la Prefettura, che rappresenta il Governo e le sue politiche di guerra, riarmo e tagli alla spesa sociale; la Regione, responsabile di una sanità pubblica ridotta ai minimi termini; il Comune, con le sue politiche scellerate sulla casa in una città sempre più inaccessibile".

     
La proposta del sindacato, spiega quest'ultimo, è stata bocciata dalla Questura, che ha avanzato un percorso alternativo, respinto però dal sindacato. "Non vogliamo fare alcun gioco di forza con la Questura, però non è il nostro interlocutore. I nostri interlocutori sono il governo della nazione, della regione e della città", fanno sapere dall'Usb, ma le trattative sono in corso. Per il sindacato "è inaccettabile che il centro diventi un'immensa zona rossa. Quando Valditara, Meloni, Funaro e compagnia parlano di 'pacatezza della piazza' in nome del 'dialogo' fanno solo luccicare specchietti per le allodole. Quando condannano la violenza lo fanno per mantenerne l'esclusiva ed esercitarla contro di noi con le loro politiche antipopolari. Sono loro a parlare la lingua e a realizzare la coercizione, sono loro che provocano per ottenere la resa o giustificare la repressione. Non avranno né l'una né l'altra".
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