In Toscana quasi un'azienda agricola su tre, pari al 30,4%, è guidata da donne, una presenza superiore alla media nazionale del 27,8%. Il dato è emerso nel corso del convegno 'Agricoltura toscana: modello di buon vivere. Radici, qualità e valore delle produzioni Dop e Igp', che si è svolto in occasione dell'ottava edizione di BuyFood Toscana, la due giorni che ha ospitato oltre 600 incontri d'affari Btob tra 58 produttori regionali selezionati tramite bando e 45 buyer internazionali provenienti da 20 Paesi.
Dietro il valore economico c'è un tessuto vivo di 41,5 mila imprese e 67 mila addetti tra campi e laboratori industriali. Una rete produttiva che custodisce 549 mila ettari di territorio, suddivisi per due terzi tra cereali e foraggi e per un quarto tra gli iconici oliveti e vigneti toscani. Su questo paesaggio la Toscana fa da battistrada europeo per la transizione ecologica: con 238 mila ettari coltivati a biologico, la quota bio tocca il 33,1% della superficie agricola utilizzata regionale (contro il 19,4% medio italiano). Un risultato che supera con largo anticipo gli obiettivi Ue per il 2030, sostenuto da 13 distretti biologici e dalla seconda filiera d'Italia per aziende integrate tra coltivazione e trasformazione. A completare il modello del 'buon vivere' in Toscana è l'accoglienza rurale: con 5.859 strutture, la Toscana è saldamente la prima regione d'Italia per offerta agrituristica (oltre il 22% nazionale). Un turismo indissolubilmente legato alla tavola, dove la metà delle strutture produce direttamente Dop o Igp e oltre il 40% è biologico, attirando 1,4 milioni di arrivi e più di 5 milioni di presenze (per oltre il 70% internazionali) alla ricerca di esperienze autentiche a km zero. Il convegno ha ospitato anche il talk 'Dal gusto alla destinazione: un viaggio nel viaggio', che ha visto la conduttrice Licia Colò a confronto con l'assessore Leonardo Marras sul principio del "fare bene fa bene": la visione in cui cura della terra, salute e tutela del paesaggio si traducono in identità e valore per chi vive e visita la Toscana. "In Toscana avete una storia meravigliosa - ha detto Licia Colò - e anche una cura dei territori in molti luoghi della regione che è una cura fatta con amore. Il vino alla fine non lo conosciamo fino in fondo ma penso che racconti secoli di storia, racconta anche una splendida umanità e tradizioni".
Dietro il valore economico c'è un tessuto vivo di 41,5 mila imprese e 67 mila addetti tra campi e laboratori industriali. Una rete produttiva che custodisce 549 mila ettari di territorio, suddivisi per due terzi tra cereali e foraggi e per un quarto tra gli iconici oliveti e vigneti toscani. Su questo paesaggio la Toscana fa da battistrada europeo per la transizione ecologica: con 238 mila ettari coltivati a biologico, la quota bio tocca il 33,1% della superficie agricola utilizzata regionale (contro il 19,4% medio italiano). Un risultato che supera con largo anticipo gli obiettivi Ue per il 2030, sostenuto da 13 distretti biologici e dalla seconda filiera d'Italia per aziende integrate tra coltivazione e trasformazione. A completare il modello del 'buon vivere' in Toscana è l'accoglienza rurale: con 5.859 strutture, la Toscana è saldamente la prima regione d'Italia per offerta agrituristica (oltre il 22% nazionale). Un turismo indissolubilmente legato alla tavola, dove la metà delle strutture produce direttamente Dop o Igp e oltre il 40% è biologico, attirando 1,4 milioni di arrivi e più di 5 milioni di presenze (per oltre il 70% internazionali) alla ricerca di esperienze autentiche a km zero. Il convegno ha ospitato anche il talk 'Dal gusto alla destinazione: un viaggio nel viaggio', che ha visto la conduttrice Licia Colò a confronto con l'assessore Leonardo Marras sul principio del "fare bene fa bene": la visione in cui cura della terra, salute e tutela del paesaggio si traducono in identità e valore per chi vive e visita la Toscana. "In Toscana avete una storia meravigliosa - ha detto Licia Colò - e anche una cura dei territori in molti luoghi della regione che è una cura fatta con amore. Il vino alla fine non lo conosciamo fino in fondo ma penso che racconti secoli di storia, racconta anche una splendida umanità e tradizioni".
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