Il proprietario di Firenze Manutenzioni: «A Reggello esistono già modelli ancorati e anti-rimozione»

L'ennesima spaccata ai danni di un'attività commerciale fiorentina riaccende il dibattito sulla sicurezza urbana e sulle modalità utilizzate dai malviventi per colpire negozi e pubblici esercizi. Dopo il furto avvenuto alla storica Pasticceria Sieni, a intervenire è Francesco Capecchi, patron di Firenze Manutenzioni, che punta l'attenzione su uno degli strumenti più utilizzati dai criminali per sfondare vetrine e ingressi: le caditoie stradali in ghisa.

"Quella utilizzata per il colpo alla Pasticceria Sieni è una normale caditoia per la raccolta delle acque piovane" spiega Capecchi. "Si tratta di elementi che possono essere rimossi con estrema facilità: basta inserire una mano all'interno della griglia e sollevarla. Pesano circa 30 chilogrammi e, proprio per questo, possono trasformarsi in veri e propri arieti da lanciare contro vetrine, portoni o, nei casi peggiori, persino contro le forze dell'ordine".

Le caditoie in ghisa fanno parte dell'arredo urbano cittadino da decenni. "Le prime furono installate negli anni Sessanta" racconta Capecchi. "Prima si utilizzavano elementi in pietra e, ancora oggi, in alcune zone del centro storico se ne possono vedere alcuni esemplari. La loro funzione è quella di raccogliere l'acqua piovana e convogliarla all'interno della rete fognaria".

Secondo il titolare di Firenze Manutenzioni, il problema non è nuovo. "Purtroppo molti delinquenti le utilizzano sia per compiere furti sia come strumento intimidatorio. Per questo motivo avevamo avanzato alcune proposte per rendere più difficile la loro rimozione".

Tra le soluzioni studiate dall'azienda c'erano inizialmente modelli in fibrocemento, poi scartati. Successivamente è stata avanzata una proposta alternativa già adottata in altri territori. "Abbiamo suggerito l'utilizzo delle stesse caditoie presenti nel comune di Reggello. Sono dotate di sistemi di ancoraggio laterali con dadi e viti che consentono l'apertura esclusivamente a libro per le operazioni di pulizia e manutenzione. Non possono essere sollevate e portate via perché restano fissate alla struttura e, in molti casi, vengono ulteriormente murate".

Capecchi sottolinea come la loro rimozione richiederebbe attrezzature specifiche e tempi incompatibili con un'azione criminale rapida. "Per toglierle servirebbero utensili professionali e un generatore. Non è un'operazione che si può fare in pochi secondi nel cuore della notte".

Da qui l'appello rivolto all'amministrazione comunale. "Se il Comune vuole verificare l'efficacia del sistema, siamo disponibili a installarne una gratuitamente dove riterrà opportuno, a titolo di prova. A Reggello queste caditoie sono già in funzione da tempo e, per quanto mi risulta, non si registrano episodi di spaccate effettuate utilizzandole".

Una proposta concreta che arriva all'indomani dell'ennesimo colpo in città e che riporta al centro del confronto il tema della prevenzione. Per Capecchi, intervenire sugli strumenti che i malviventi utilizzano abitualmente potrebbe rappresentare un primo passo per arginare un fenomeno che continua a colpire commercianti e attività del territorio fiorentino.

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