In Toscana "melari vuoti (o quasi) e boom di importazioni di miele straniero (+23%)". A dirlo è Coldiretti Toscana che, in occasione della Giornata mondiale delle api che si celebra oggi con l'obiettivo di far conoscere ai cittadini l'importanza della 'bee economy' ha promosso nei mercati e nelle aziende agricole laboratori didattici, degustazioni e visite tra le arnie.
In Toscana sono oltre settemila le aziende apistiche che si prendono cura di 170 mila alveari e 20 mila sciami e producono numerose tipologie di miele, dall'acacia al castagno, dall'edera al girasole, dalla sulla al rovo, con una crescita sensibile della presenza di donne e giovani a condurre le aziende apistiche, prosegue Coldiretti. Un settore in grandi difficoltà a causa dei cambiamenti climatici che mandando in tilt le api che non riescono più a sincronizzarsi con le piante con conseguenze non solo sulla quantità di miele prodotto e sulla sostenibilità economica delle aziende agricole ma principalmente per le colture alimentari considerando che tre su quattro dipendono proprio dalle api e dagli altri impollinatori. Ai rischi climatici si aggiungono i rischi per le importazioni di miele da Paesi terzi di bassa qualità nei confronti del quale è bene essere preparati. Quando si acquista un barattolo di miele occorre infatti sempre verificare con attenzione l'origine in etichetta oppure rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica.
"Le norme di aggiornamento contrasteranno le importazioni di miele adulterato da Paesi terzi attraverso l'etichettatura obbligatoria e chiaramente visibile del Paese di origine e avvieranno un processo per creare un sistema di tracciabilità del miele. Nel caso delle miscele saranno indicate anche le percentuali con cui ciascun Paese partecipa alla composizione di quel prodotto. E' un bel passo in avanti verso la trasparenza", spiega Letizia Cesani, presidente Coldiretti Toscana.
In Toscana sono oltre settemila le aziende apistiche che si prendono cura di 170 mila alveari e 20 mila sciami e producono numerose tipologie di miele, dall'acacia al castagno, dall'edera al girasole, dalla sulla al rovo, con una crescita sensibile della presenza di donne e giovani a condurre le aziende apistiche, prosegue Coldiretti. Un settore in grandi difficoltà a causa dei cambiamenti climatici che mandando in tilt le api che non riescono più a sincronizzarsi con le piante con conseguenze non solo sulla quantità di miele prodotto e sulla sostenibilità economica delle aziende agricole ma principalmente per le colture alimentari considerando che tre su quattro dipendono proprio dalle api e dagli altri impollinatori. Ai rischi climatici si aggiungono i rischi per le importazioni di miele da Paesi terzi di bassa qualità nei confronti del quale è bene essere preparati. Quando si acquista un barattolo di miele occorre infatti sempre verificare con attenzione l'origine in etichetta oppure rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica.
"Le norme di aggiornamento contrasteranno le importazioni di miele adulterato da Paesi terzi attraverso l'etichettatura obbligatoria e chiaramente visibile del Paese di origine e avvieranno un processo per creare un sistema di tracciabilità del miele. Nel caso delle miscele saranno indicate anche le percentuali con cui ciascun Paese partecipa alla composizione di quel prodotto. E' un bel passo in avanti verso la trasparenza", spiega Letizia Cesani, presidente Coldiretti Toscana.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies













