Cosa emerge dal ritiro inglese a pochi giorni dal match con lo United

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Novità e conferme, idee riuscite e prove meno convincenti. Il ritiro inglese volge al termine ed il carico di buone notizie supera di gran lunga difficoltà ed inconvenienti riscontrati durante il percorso. Pioli crede di avere un'ottima squadra fra le mani, soprattutto dopo l'arrivo di Sohm che tanto ha caldeggiato: ma ancora migliorabile in un paio di posizioni, magari davanti, motivo per il quale il mercato in entrata non è affatto chiuso.

Voglia di imporre il proprio gioco, linee più alte, riaggressione immediata verso il portatore di palla avversario e la cronica ricerca da parte di tutti gli allenatori dell'occupazione perfetta degli spazi. Vera arma micidiale nel calcio moderno. La squadra lo segue, crede nella nuova identità ed anche il rapporto con i singoli viaggia a gonfie vele. Le cose migliori si sono viste sulla corsia di destra con un Dodo già in forma e l'intesa fra il brasiliano e Kean sgorga spontanea esattamente come fuori dal campo dove sono inseparabili. Bene anche la difesa titolare con un Pongracic elegante e preciso ed un Comuzzo tornato sui livelli della passata prima parte di stagione. Anche De Gea conferma in ogni parata la qualità extra lusso vista a Firenze nella passata stagione. Intoppi? Qualcuno.

Come il ritiro azzoppato di Mandragora, praticamente mai a disposizione per partite ed allenamenti e sempre al lavoro in modo individuale: senza contare che sul rinnovo la distanza resta ampia e delle medesime proporzioni. Poi ci sono i lavori in corso che hanno bisogno di maggior cura. Il discorso vale soprattutto per il triangolo offensivo con Gudmundsson e Dzeko ancora imballati e Kean che deve trovare spazi nuovi. Va trovata anche la giusta quadra in mezzo al campo con il cambio di posizione di Fagioli e l'inserimento di Sohm ancora da iniziare. Infine le alternative. Qualcuno è pronto, vedi Fazzini o Pablo Mari', altri devono accelerare.

La sorpresa? Indubbiamente Sabiri. Da epurato a regista di riserva con una chance, ancora piccola ma presente, di restare. Sarebbe clamoroso.
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