La relazione della Commissione politiche sociali fotografa una situazione critica: infestazioni, muffe, carenza d’acqua e spazi comuni inutilizzabili. Il 30% dei detenuti lavora, ma le condizioni restano drammatiche

Scrive stamani la Commissione politiche sociali del Comune di Firenze presenterà una relazione allarmante sulle condizioni del carcere di Sollicciano, evidenziando gravi criticità igienico-strutturali e il sovraffollamento cronico: fino a sei o sette detenuti in celle progettate per quattro, con meno di quattro metri quadrati a testa. Manca spesso l’acqua calda, i materiali per la pulizia sono minimi e inadeguati, e le persone recluse sono costrette a usare anche i propri vestiti per lavare i bagni.

Le celle e le aree comuni sono descritte come fatiscenti e degradate, con infiltrazioni d’acqua, infissi danneggiati, muffa, cimici nei materassi e presenza di ratti e scarafaggi. Dei 358 spazi detentivi, oltre 100 non sono utilizzabili. Gli spazi per attività sociali o culturali risultano spesso abbandonati o inutilizzabili.

Solo il 28,4% dei detenuti lavora, un dato in calo rispetto all’anno precedente. Secondo il presidente della commissione, Edoardo Amato, gli interventi ministeriali finora messi in atto sono stati insufficienti. Propone la creazione di una governance stabile e un tavolo permanente interistituzionale, oltre a una consulta delle associazioni che operano nel carcere, per affrontare con urgenza una situazione che rischia di compromettere la dignità delle persone detenute e degli operatori.




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