La ragazza sembrava tranquilla, poi il tragico epilogo

Come riporta stamani La Repubblica Firenze, il legale della detenuta 26enne suicida a Sollicciano aveva avviato l’iter per chiedere l’applicazione dei domiciliari.

La ragazza, arrestata dopo l’aggressione al pensionato fiorentino Ezio Clemente, aggredito lo scorso agosto in via Maso Finiguerra e rimasto completamente invalido, era stata condannata in primo grado ad una pena di 4 anni e otto mesi, e da allora, assistita dal suo legale, aveva iniziato un percorso riabilitativo attraverso il quale stava uscendo la tunnel della tossicodipendenza: un percorso che sembrava incoraggiante, interrotto dal tragico gesto.

Per lei il suo legale aveva iniziato il procedimento per la detenzione domiciliare. Il suicidio della giovane, l’ennesimo in un carcere italiano, rappresenta “il fallimento di una società che non sa riconoscere i valori della giustizia, che predica solidarietà ma emargina gli ultimi”.


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