La fortuna di seguire la Fiorentina

A sedici anni decisi che da grande avrei voluto fare la giornalista, forse anche prima. Seguire il calcio era il mio sogno e per fortuna, e forse anche tanto lavoro, sono riuscita a farlo.

Seguire una finale europea è una di quelle cose che ho sempre voluto fare. Girare la città trovando notizie e parlando con i tifosi e raccontare i giorni di gioia che precedono la partita mi fa tornare all’epoca del grande Real e a quei racconti dei grandi giornalisti che duravano ore e ore.

Questa volta tocca a me. E non credo sia banale raccontare il calcio. In questi giorni, noi giornalisti entriamo nelle case dei tifosi e gli tocchiamo dei sentimenti che a volte solo col calcio riesci a toccare.

Si tratta di felicità, di gioia, di ricordi del babbo o del nonno che ti ha portato allo stadio per la prima volta. Di quella prima maglia regalata a un compleanno, del primo gol visto dal vivo.

Ora sono ad Atene e inizio a respirare quell'area tesa che allo stesso tempo ti fa stare bene, perché l'attesa della partita è sempre una cosa bellissima. Più di novemila tifosi della Fiorentina sono attesi qua, alla città del Partenone, tifosi che sognano un trofeo che manca da tanto e che vivono questa trasferta anche come un momento per stare con amici e famiglia.

Momenti che pero sono poi indelebili, perché comunque vada, bisogna godersi ogni singolo minuto di questa fantastica attesa. Tifosi viola, vi aspetto ad Atene.

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