Il dispositivo per l'autosomministrazione del farmaco, essenziale per poter accedere alla procedura d suicidio medicalmente assistito attivata, e portata a termine, da Libera, è stato trovato.
Come fa sapere l'associazione Luca Coscioni, il giudice di Firenze al quale si era rivolta la donna ha ordinato all'Asl Toscana Nord Ovest di fornire, entro quindici giorni, la strumentazione necessaria procedendo anche alle verifiche sul suo corretto funzionamento: è stata individuata, grazie all'attivazione di Estar (Ente di supporto tecnico-amministrativo regionale toscano) una ditta disposta a fornire un comunicatore con puntamento oculare in grado di attivare pompe infusionali.
L'Asl ha manifestato massima disponibilità, mentre, afferma Filomena Gallo, segretaria nazionale dell'associazione Coscioni "l'Avvocatura dello Stato, in rappresentanza del ministero della Salute, ha evidenziato che la competenza operativa in materia spetta al Servizio sanitario regionale, e non allo Stato, contraddicendosi palesemente anche con il ricorso presentato contro la legge regionale toscana 16/2025, nel quale il Governo contesta proprio la competenza regionale".
Il giudice ha riconosciuto "il pieno diritto di Libera all'autodeterminazione terapeutica, stabilendo che spetta al Ssn assicurare la concreta possibilità di esercitare tale diritto, rimuovendo gli ostacoli materiali e burocratici che ne impediscono l'attuazione" e ha evidenziato l'urgenza, "fissando un termine perentorio di 15 giorni 'in considerazione delle condizioni cliniche della paziente e della situazione di intollerabile sofferenza'".
Per Gallo si tratta di una pronuncia importantissima: "Il giudice ha riaffermato che il diritto all'autodeterminazione nelle scelte di fine vita non può restare solo teorico, ma deve essere reso effettivo attraverso il dovere dello Stato e del Servizio sanitario di garantire tutti i mezzi necessari. È una pronuncia che tutela la dignità umana e rafforza lo Stato di diritto, insieme alla possibilità di concreta applicazione della sentenza della Consulta Cappato-Dj Fabo".
Come fa sapere l'associazione Luca Coscioni, il giudice di Firenze al quale si era rivolta la donna ha ordinato all'Asl Toscana Nord Ovest di fornire, entro quindici giorni, la strumentazione necessaria procedendo anche alle verifiche sul suo corretto funzionamento: è stata individuata, grazie all'attivazione di Estar (Ente di supporto tecnico-amministrativo regionale toscano) una ditta disposta a fornire un comunicatore con puntamento oculare in grado di attivare pompe infusionali.
L'Asl ha manifestato massima disponibilità, mentre, afferma Filomena Gallo, segretaria nazionale dell'associazione Coscioni "l'Avvocatura dello Stato, in rappresentanza del ministero della Salute, ha evidenziato che la competenza operativa in materia spetta al Servizio sanitario regionale, e non allo Stato, contraddicendosi palesemente anche con il ricorso presentato contro la legge regionale toscana 16/2025, nel quale il Governo contesta proprio la competenza regionale".
Il giudice ha riconosciuto "il pieno diritto di Libera all'autodeterminazione terapeutica, stabilendo che spetta al Ssn assicurare la concreta possibilità di esercitare tale diritto, rimuovendo gli ostacoli materiali e burocratici che ne impediscono l'attuazione" e ha evidenziato l'urgenza, "fissando un termine perentorio di 15 giorni 'in considerazione delle condizioni cliniche della paziente e della situazione di intollerabile sofferenza'".
Per Gallo si tratta di una pronuncia importantissima: "Il giudice ha riaffermato che il diritto all'autodeterminazione nelle scelte di fine vita non può restare solo teorico, ma deve essere reso effettivo attraverso il dovere dello Stato e del Servizio sanitario di garantire tutti i mezzi necessari. È una pronuncia che tutela la dignità umana e rafforza lo Stato di diritto, insieme alla possibilità di concreta applicazione della sentenza della Consulta Cappato-Dj Fabo".
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