L’ipotesi del sequestro di persona rimane quella su cui si concentrano gli investigatori, mentre proseguono le indagini su un avvocato amico della famiglia

La Repubblica Firenze questa mattina riporta che nell’ambito delle indagini sulla sparizione di Denisa Maria Adas gli inquirenti stanno passando al setaccio le immagini riprese dalle videocamere di sicurezza per cercare di identificare l’auto sulla quale potrebbe essere salita la trentenne di origine rumena, scomparsa ormai da dieci giorni dal residence di Prato in cui aveva preso momentaneamente alloggio.

Come spiega il quotidiano, l’ipotesi che per il momento rimane più plausibile è quella del sequestro di persona, dato che nella stanza d’albero la donna ha lasciato i suoi effetti personali portando via una valigia e il cellulare, il cui ultimo aggancio ad una cella risale alle 2:30 del mattino della notte fra giovedì e venerdì scorso.

Intanto le attenzioni degli inquirenti si sono spostate anche sulla madre della donna, che avrebbe reso false dichiarazioni e sarebbe perciò al momento sotto indagine, e su un avvocato residente nel Sud Italia, anche lui di origine rumena, che avrebbe riferito che la donna sarebbe stata rapita e seviziata (stando al racconto di un’amica di Denisa).

Tuttavia a respingere l’ipotesi di un coinvolgimento della madre sono le sue legali, secondo le quali si tratterebbe di un equivoco dato che l’avvocato sarebbe in realtà solo un amico di famiglia che si è interessato alla vicenda offrendosi come aiuto per cercare di ritrovare Denisa.

Per il momento la sparizione della ragazza rimane avvolta nel mistero, ma gli inquirenti hanno acquisito campioni genetici della giovane da sottoporre anche ai cani molecolari per cercare di trovare una pista che possa almeno far luce su cosa è accaduto a Denisa.


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