Due mesi. Tanto manca, oggi, alle elezioni dell’8 e del 9 giugno. Sessanta giorni esatti prima che Firenze torni alle urne per eleggere il successore, o successora, di Dario Nardella. Dopo mesi e mesi di chiacchiere insomma, è (o sarebbe) tempo di fare sul serio. Eppure, a leggere e ascoltare ciò che accade in città, pare che a nessuno importi di raccontare che cosa abbia in mente. Nemmeno il tanto atteso annuncio di Eike Schmidt, almeno per il momento, sembra aver impresso una svolta. Anzi.
Ufficializzata la propria candidatura infatti, l’ex direttore degli Uffizi ha fatto sapere che presto presenterà il proprio programma. Ma si, con calma. Meglio, per il momento, iscriversi all’”appassionante” partita di nomi, alleanze, liste civiche, campi larghi o stretti. Basta dare uno sguardo ai giornali di oggi. Nessun accenno a proposte concrete o idee precise almeno su temi fondamentali come infrastrutture, sicurezza, emergenza casa. Soltanto un’infinita serie di ipotesi su chi potrebbe sostenerlo e su quante liste creare a suo supporto. Temi che immaginiamo appassionino parecchio i cittadini.
E vogliamo parlare del centrosinistra? Sono passati ormai sei mesi (più o meno) dal lancio della candidatura di Sara Funaro e ancora non si sa nemmeno come e chi la sosterrà: ci sarà l’accordo con i Cinque Stelle? Alla fine si troverà un’intesa con Matteo Renzi (che nel frattempo ha messo in campo Stefania Saccardi) o tutto resterà come da alleanze iniziali? E alla sinistra del PD? Cosa ne sarà dell’Associazione 11 Agosto di Tomaso Montanari e del movimento di Cecilia Del Re? Punti interrogativi di certo dirimenti, ma niente che possa interessare alla gente.
Eppure, appunto, tra sessanta giorni si vota. Sarebbe il caso insomma, in mezzo a questa appassionante telenovela legata a nomi e alleanze, di iniziare a mettere sul piatto programmi concreti. Anche perché nei prossimi anni si dovranno giocare partite a dir poco decisive: l’aeroporto, l’alta velocità, il caro affitti, la sicurezza, la crisi demografica. Temi sui quali è giusto che i fiorentini conoscano in anticipo come la pensano i vari candidati. Temi, più che altro, sui quali servono e serviranno proposte precise. Ci si arriverà? Chissà. Nel frattempo, nei palazzi della politica, si continua a discutere di se stessi. E poi ci si chiede come mai il primo partito sia sempre più quello dell’astensione…
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