Come riportato questa mattina da La Nazione, l’estate del 2025 non è stata esattamente la migliore per gli albergatori fiorentini, alle prese con una contrazione delle presenze in città, soprattutto nel periodo di luglio.
Non c’entra il caldo soffocante che a ondate ha investito Firenze, basti pensare che il periodo di massima flessione si è avuto in luglio, mese che quest’anno è stato inaspettatamente mite, quanto piuttosto l’evoluzione dei flussi turistici soprattutto dagli Stati Uniti d’America, alle prese con un cambio poco favorevole fra euro e dollaro e con l’incertezza della scena a livello internazionale.
Così, il periodo estivo giugno-luglio-agosto è stato caratterizzato da una flessione più o meno marcata, ma se da una parte, spiegano al quotidiano diversi rappresentanti della categoria, si è trattato di un calo che, rapportato al boom degli anni scorsi è quasi fisiologico, dall’altra in molti guardano con speranza al periodo settembre-ottobre, nel quale ci si aspetta un aumento delle presenze dal Nord Europa e, in generale, una ripresa del settore turistico dopo un’estate più fiacca rispetto agli anni scorsi.
Elemento importante, osserva la categoria, è che sulla diminuzione degli affari del settore alberghiero non ha inciso la presenza degli affitti brevi in città, alle prese tanto quanto le forme di accoglienza “tradizionali” con la contrazione della domanda.
Non c’entra il caldo soffocante che a ondate ha investito Firenze, basti pensare che il periodo di massima flessione si è avuto in luglio, mese che quest’anno è stato inaspettatamente mite, quanto piuttosto l’evoluzione dei flussi turistici soprattutto dagli Stati Uniti d’America, alle prese con un cambio poco favorevole fra euro e dollaro e con l’incertezza della scena a livello internazionale.
Così, il periodo estivo giugno-luglio-agosto è stato caratterizzato da una flessione più o meno marcata, ma se da una parte, spiegano al quotidiano diversi rappresentanti della categoria, si è trattato di un calo che, rapportato al boom degli anni scorsi è quasi fisiologico, dall’altra in molti guardano con speranza al periodo settembre-ottobre, nel quale ci si aspetta un aumento delle presenze dal Nord Europa e, in generale, una ripresa del settore turistico dopo un’estate più fiacca rispetto agli anni scorsi.
Elemento importante, osserva la categoria, è che sulla diminuzione degli affari del settore alberghiero non ha inciso la presenza degli affitti brevi in città, alle prese tanto quanto le forme di accoglienza “tradizionali” con la contrazione della domanda.
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