La Fiorentina ha scelto le coppe. Una scelta che pagherà?

La partita giocata contro il Genoa ha messo, probabilmente, la parola fine alle ambizioni della Fiorentina di raggiungere l'Europa League attraverso il campionato. Troppo ampio il gap con le dirette concorrenti, poca cosa la viola vista negli ultimi tre mesi per sperare di riuscire a rimontare anche in Serie A, sebbene il calendario appaia tranquillamente alla portata dei gigliati.

Inevitabile, dunque, che per far fede al solito obiettivo stagionale (quel 'fare meglio dello scorso anno' ormai diventato quasi un tormentone) la squadra abbia fatto, consciamente o inconsciamente, una scelta sulle Coppe rispetto al campionato. Un all-in, insomma, un po' come un giocatore di poker con poche fiches rimaste e una discreta mano al giro di buio. Il punto però è proprio questo: con quali carte si presenta la Fiorentina dopo il suo all in?

La sensazione è che la squadra vista ieri (è in tante altre occasioni in quest'anno) possa far ben poca paura a qualsivoglia avversario. I viola partono con un gol di vantaggio nella semifinale di Coppa Italia con l'Atalanta e dallo 0 a 0 in Conference nel quarto di finale contro il Viktoria Plzen. Punteggi che fanno ben sperare in vista di un eventuale passaggio del turno ma che non possono lasciare troppo tranquilli. Per di più, nella coppa nazionale è presente la Juve, in quella continentale l'Aston Villa, due squadre (per motivi diversi) tremendamente ostiche da affrontare per i gigliati. La Fiorentina è ufficialmente in all in, c'è solo da sperare che qualcuno con un punto non migliore venga a vedere. Perché nelle competizioni a eliminazione diretta conta poco se hai giocato un bel torneo, il piatto se lo porta a casa tutto chi vince il tavolo.

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