È sempre una questione di occasioni. Lo scorso anno la Fiorentina era universalmente la squadra delle 'occasioni sbagliate'. Con la formazione di Italiano a creare e gli attaccanti abili a distruggere davanti alla porta. Occasioni da rete sprecate in quantità industriale che hanno segnato l'andamento viola. Quest'anno il cammino in campionato della Fiorentina è chiaramente piagato dalle 'occasioni perse'. Impossibile contare i punti gettati a mare per le motivazioni più disparate: disattenzioni varie, clamorosi errori dei singoli, rigori sbagliati, gol presi in modo allegro, finali di partita mal gestiti. A guardarla bene, molti di questi aspetti si sono visti negli ultimi 10 minuti della sfida, chiave, contro la Roma ieri al Franchi.
ITALIANO > DE ROSSI E così la Fiorentina si butta via dopo una partita bella, intensa, qualitativamente impreziosita dalla forma ritrovata di alcuni big. Perchè parlandosi chiaramente, la Roma delle otto vittorie nelle ultime 10 ha festeggiato un pareggio a Firenze quasi come la vittoria di un trofeo. I giallorossi hanno toppato approccio, si sono persi in una tattica non loro (ritorno alla difesa a 3 mal digerita anche con Mourinho), venendo asfissiati dalla pressione viola. Una Fiorentina da Premier League il cui unico limite è stato non chiudere il match. Più equilibrio nella ripresa con la Roma più credibile capace di conquistare campo. Un gol per parte (Aouar e Mandragora), tanto possesso palla giallorosso parso inutile (67% contro il 33% viola) e dieci minuti di ordinaria follia. Conditi dal quarto rigorista a toppare dagli undici metri per uno score poco invidiabile di 5 errori su 6 dal dischetto negli ultimi 2 mesi.
VIOLA BELLA, NON GRANDE Cosa c'è di peggio di tutti questi errori al momento di calciare un rigore? La gestione del finale di gara. Perchè la Fiorentina ha rimesso dentro la partita una Roma che non ci credeva più. E lo ha fatto nel modo peggiore con letture sbagliate nel momento di congelare il pallone, vecchio difetto mai domato. L'immagine emblematica porta al minuti numero 93.17 quando Duncan in possesso di palla con cinque compagni vicini pronti a palleggiare fino al termine, ha sparacchiato lontano per Nzola. Ripartenza, corner, respinta marcature perse e pareggio. Nel silenzio irreale del Franchi. Due punti persi che sembrano dieci e la sensazione fastidiosa che ronza nella testa di chi tifa per la Viola. Questa squadra è spesso bella. Ma questa non è ancora grande.
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