Tra rumors sulla cessione della proprietà e un mercato da rifare: cosa accadrà?

Da dove ripartire, in che modo, con chi. Domande legittime che in queste ore di profonda tristezza, dopo la sconfitta in finale con l’Olympiacos, contagiano i tifosi della Fiorentina. Tante le incertezze, enormi le incognite. Se è vero che Vincenzo Italiano se ne andrà, subito dopo la gara di Bergamo che viene immersa nell’irrealtà più totale, cosa accadrà al club viola? In questi giorni il presidente Rocco Commisso dovrà sbrogliare alcune questioni.

Tecniche, certo. Ma non solo. Si diffonde sempre più, a livello di rumor, la possibilità imminente di una cessione della società. Commisso che vende, la Fiorentina che sarebbe vicina a un closing. Ma sarà davvero così? E’ possibile che avvenga tutto questo nel giro di pochi giorni? Risuonano le parole del presidente, nel periodo successivo alla scomparsa improvvisa di Joe Barone. Commisso che parla con gli ultras viola e dice loro che adesso si sente ancor più vicino a Firenze, alla Fiorentina, ai fiorentini. E poi, nel 2026 ci sarebbe il centenario con lo stadio Franchi ancora tutto da restaurare.

Dubbi che arrivano anche all’interno della squadra. Molti giocatori sono pronti a dire addio: chi a fine contratto, chi a fine ciclo, chi a caccia di nuove avventure. E chi arriverà? Tutto nelle mani del direttore sportivo Daniele Pradè, sotto lo sguardo del direttore generale Alessandro Ferrari. Presto dovrebbe arrivare la fumata bianca per Raffaele Palladino, erede di Italiano. A quel punto si capiranno strategie e prospettive. La Fiorentina ancora in Conference League ma con una classifica che non si schioda dall’ottavo posto. Troppo poco per le ambizioni dei tifosi viola, specie in una stagione in cui i posti Champions sono diventati cinque e club come Bologna e Atalanta, una volta inseguitori dei viola, adesso veleggiano a un ritmo superiore.

Domande alle quali soltanto Commisso, e il suo operato, potrà rispondere. Il silenzio, presto, troverà fine.

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