Nessuno ha battuto un colpo. Eppure Vincenzo Italiano, che aveva scelto di tenere fuori dai convocati per Salerno i vari Bonaventura, Gonzalez, Beltran e Belotti, è rimasto con un pugno di mosche in mano. Anzi, con quattro reti in tasca e una finale, che poteva essere la sua seconda di fila in Coppa Italia, che è sfumata al 95’ di una sfida davvero infinita. E maledetta.
Italiano che si aspettava una prova di qualità anche dai suoi trascinatori. I capitano Biraghi e i quattro rimasti fuori dall’ultima di campionato. E invece? Errori, ritmi bassi, svarioni incredibili. Biraghi che pennella il cross del momentaneo uno a uno di Quarta ma poi incappa in una prestazione insufficiente. Non solo per spinta ma soprattutto in fase difensiva. Troppi palloni persi, troppo larga la marcatura, poca incisività.
E che fine ha fatto Nico Gonzalez? Un paio di conclusioni, un rigore reclamato per un pestone di Carnesecchi (l’ex arbitro Luca Marelli, proprio a Radio Bruno, ha confermato come fosse penalty) e poco altro. Dove è finito il vero Nico? Quello dai colpi di classe e dalle partite risolte con una conclusione a effetto, un volo in cielo, una sgasata irrefrenabile?
Se poi anche Beltran e Bonaventura steccano e vanno in affanno, allora come è possibile determinare? E nessuno ha dimenticato lo score di Andrea Belotti: un solo gol, in casa contro il Frosinone, chissà quanti giorni fa. Non certo il rendimento che si attendeva il tecnico viola, alle prese con un problema enorme fin dalla cessione di Dusan Vlahovic nel gennaio di tre anni fa.
Servirà ben altro, insomma, per provare a schiantare fuori dalla Conference League il Club Brugge e volare in finale. Il sogno di una Coppa non è finito: Italiano e i suoi vorrebbero conquistarla per lasciare un segno al termine di un percorso che li ha visti comunque protagonisti. Ma occorrerà ben altro, a partire proprio dai senatori e da coloro che possono accendere in ogni momento una gara. A Italiano e al suo staff il compito di ritrovare sorrisi, entusiasmo e voglia di terminare col botto una stagione ancora tutta da vivere.
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