La Fiorentina riparte. Il domani dipende dall’oggi

Si avvicina la sfida col Milan per la Fiorentina. Sabato, al Franchi, coi rossoneri sarà la prima del post-Barone. Come reagirà la squadra viola? Il Franchi sarà praticamente esaurito, la missione è chiara: trasformare il lutto in energia positiva, battere la squadra di Pioli e riaprirsi una via per l’Europa anche attraverso il campionato. Poi sarà la volta delle gare da dentro o fuori, già da mercoledì, quando al Franchi arriverà l’Atalanta per l’andata delle semifinali di Coppa Italia.
 
IERI. A inizio ottobre, in una intervista a La Stampa, Vincenzo Italiano parlò così: “Arriviamo da due finali perse, ora siamo in gara ovunque e dovremo scegliere”. Poi corresse parzialmente il tiro dicendo: “Non ho detto che dovremo scegliere. Vogliamo arrivare fino in fondo a tutte le competizioni”. Il passato, anche recente, racconta di come puntare tutte le fiches su una coppa o sul campionato a volte paga, altre no.  Sarri, due anni fa alla Lazio, puntò tutto sul raggiungimento della zona Champions in A, sacrificando il cammino nelle coppe. Le ultime due volte che la Roma di Mourinho si era presentata a Firenze, lo aveva fatto mettendo in campo seconde e terze linee per privilegiare le gare europee in cui era impegnata. Con Montella, tuttavia, la Fiorentina buttò via tutto facendo turnover quando si trovò in due semifinali, che poi perse con Siviglia e Juventus. Nell’ultimo anno di Pioli a Firenze, riporre tutte le speranze sul doppio confronto con l’Atalanta in semifinale fece passare il campionato in secondo piano, poi le cose precipitarono con le dimissioni del tecnico oggi al Milan, l’eliminazione in Coppa Italia e la salvezza all’ultimo tuffo con Montella in panchina. L’anno scorso, con Italiano, la Fiorentina ha fatto a tratti turnover, prendendo schiaffi all’inizio nel girone e complicandosi la vita nelle partite di ritorno di Conference dopo aver stravinto all’andata. Come a dire: la ricetta giusta non c’è. Italiano dovrà essere bravo a calcolare tutto.
 
OGGI. L’oggi, infatti, mette in palio punti vitali per le speranze d’Europa della Fiorentina via Serie A. Ha senso trascurare la gara col Milan per puntare tutto sulle gare di Coppa? E se andasse male sia col Milan che in Coppa, già mercoledì con l’Atalanta? Vero che a quel punto ci sarebbe comunque la Conference, dove l’urna di Nyon è stata benevola, ma se poi in Finale ci arrivasse comunque una tra Aston Villa e Fenerbahce…non sarebbe certo una passeggiata di salute. Come a dire: meglio provarci, per non avere rimpianti di aver rinunciato scientemente ad un possibile traguardo. Senza dimenticare che, tutto il Franchi sarà lì a spingere la squadra, per onorare la memoria di Joe Barone.
 
DOMANI. Nel frattempo le voci sul possibile addio di Italiano a fine stagione si fanno sempre più insistenti. La decisione che il tecnico viola aveva preso qualche settimana fa è stata confermata, non in maniera ufficiale, ma tant’è. A prescindere di quello che è successo con la scomparsa del dg e di quelli che saranno i risultati a fine stagione. Se è vero che nel calcio la programmazione spesso è tutto, in questo caso il domani della Fiorentina dipende dall’oggi. Se dovesse vincere o la Coppa Italia o la Conference League, infatti, la squadra dovrebbe essere allestita per fare l’Europa League, preferibilmente con un tecnico in panchina che non sia alle prime armi (come sarebbero Gilardino, Palladino o altri candidati per la panchina viola, diverso ma non troppo sarebbe il nome di De Rossi). Gran parte della rosa, già di per sé da rifare visti prestiti, riscatti e scadenze di contratto, andrebbe rifatta alzando ancora l’asticella. Ma tutto ciò appare prematuro, perché quale sia il domani dipenderà dall’oggi. Intanto per Italiano e per la squadra non è ancora tempo per scegliere, bensì di provare a tenersi aperti tutti gli orizzonti.

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