La gara col Torino spinge la Fiorentina a qualche riflessione di natura tattica

Quella vista contro la Lazio è certamente la miglior partita giocata dalla Fiorentina nel corso di questa stagione, una delle migliori in assoluto da quando Vincenzo Italiano si è seduto sulla panchina viola nell'estate del 2021. Per applicazione tattica, per pulizia e qualità tecniche, ma soprattutto per la forza d'animo ed il carattere usciti nel momento più difficile: quando i viola sono andati in svantaggio nonostante le tante occasioni da gol create. Merito anche e soprattutto di una formazione ultra offensiva scelta dal tecnico viola che ha schierato un Beltran a tutto campo ed un Bonaventura tornato finalmente ai fasti di inizio stagione. Che Italiano decida di riproporre in toto lo stesso canovaccio tattico anche contro il Torino di Ivan Juric? In questo momento, ci verrebbe di suggerire sottovoce di no.

Non stiamo dando consigli a Vincenzo Italiano, ci mancherebbe altro. Si tratta più di una sensazione rispetto a quello che aspetta i viola all'Olimpico Grande Torino. I granata di Juric sono una squadra ben diversa dalla Lazio di Maurizio Sarri, parliamo di un gruppo che non ha paura di giocare uomo su uomo e aggredire in ogni zona del campo i portatori di palla viola. Una squadra micidiale quando parte in verticale ma che non disdegna il giro palla quando poi riesce ad ottenere il possesso. Proprio per questo, è possibile che Italiano scelga di optare per una squadra più equilibrata, magari con Duncan pronto a far tirare un po' il fiato a Bonaventura, che ha sì ritrovato gol e fiducia, ma che deve ancora esser gestito a livello fisico. Bene l'entusiasmo, ma l'equilibrio resta caratteristica fondamentale per l'allenatore gigliato.

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