Per la Fiorentina c’è il Monza. Per molti l’occasione di mettersi in mostra

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Qualcuno le chiama alternative. Sì, perché se c’è ‘A’ e sta bene gioca ‘A’, e non ‘B’. A meno che…E’ il caso di questo finale di stagione della Fiorentina, coi viola che si giocheranno la terza finale in due stagioni, ad Atene, con stavolta l’imperativo di tornare a Firenze con un trofeo, ma anche chiamati a giocarsi le ultime quattro partite di Serie A cercando di raccogliere il massimo per raggiungere un posto nella prossima Europa anche via campionato, aspetto fondamentale nel caso in cui dovesse andar male con l’Olympiacos. E se non hai una rosa ai livelli dell’Inter, per cui come scegli scegli cadi in piedi, gestire energie e uomini migliori diventa doppiamente importante.
 
ALTERNATIVE. Ci sono poi tutta una schiera di calciatori che fin qui hanno ricoperto il ruolo di alternative, che però potrebbero risultare molto utili oggi col Monza, venerdì col Napoli, poi col Cagliari e nel recupero con l’Atalanta, ma anche ad Atene. Perché i recenti casi di Sottil e Nzola sono lì a ricordare che l’occasione per riscrivere le gerarchie può passare da un momento all’altro. L’esterno viola, dopo Salerno, ha cambiato marcia mettendo in serie un paio di prestazioni importanti, su tutte quella col Sassuolo, che hanno indotto Italiano a dargli una maglia da titolare col Bruges all’andata, con tanto di rete in apertura di gara. Immaginarsi in quel match così importante e delicato Sottil titolare era quasi utopia fino a qualche giorno prima, ma Sottil è stato bravo a sfruttare le occasioni. C’è poi la storia di Nzola, fuori dai convocati per 5 gare di fila, convocato di nuovo proprio per il match d’andata col Bruges, in cui è entrato e ha deciso la partita con il gol del 3-2, ripetendosi in Belgio prendendosi il rigore della qualificazione.
 
CHI SPERA. Salvo problemi fisici, da scongiurare ed evitare da qui al 29, diversi calciatori sperano di ritagliarsi degli spazi per convincere Italiano a buttarli in campo in Grecia. C’è Kayode, ad esempio, che insidia Dodo, c’è lo stesso Nzola ma anche Duncan. L’angolano ha dimostrato di essere tornato ‘dentro’ la Fiorentina (con la testa giusta), mentre il ghanese cerca il sorpasso su Mandragora a livello di gerarchie. Difficile che possa fare quel sorpasso Parisi su Biraghi, ma ci può provare, nel caso dell’ex Empoli più per il domani che per l’immediato. Poi ci sono i tre difensori centrali: Ranieri, dopo gli svarioni dell’andata e col Verona è stato ri-superato da Quarta, ma la sensazione è che tutti e tre si giocheranno due maglie fino all’ultimo momento. Christensen ha perso il treno, e non ha più convinto da quando è rientrato post infortunio, mentre Lopez non è mai riuscito ad impensierire davvero Arthur, tanto che lì Italiano si è inventato Bonaventura più basso. Poi c’è Barak. Il ceco è stato spesso decisivo nelle gare europee, quasi sempre nei minuti finali. Anche lui proverà a guadagnarsi delle occasioni, come dovrà fare Ikoné. Per il francese poteva essere già quella di oggi una chance fondamentale, ma un problema fisico lo ha costretto al forfait. C’è chi, invece, come Castrovilli giocherà più per se stesso che per altro, visto che il futuro dell’ex dieci viola è già indirizzato verso un addio e che non è in lista Uefa. Ma se dovesse portare punti in questo rush finale…non dispiacerebbe affatto. Questo finale di stagione, insomma, ha ancora molto da dire. A livello collettivo ma anche di singoli.
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