La squadra deve asciugare le lacrime e tornare a correre, come fece in quel maledetto marzo del 2018

Alzi la mano a chi, in questi tristi giorni in cui Firenze sta piangendo Joe Barone, non sia tornato alla memoria quel maledetto 4 marzo 2018, quello in cui la Fiorentina perse il suo eterno capitano Davide Astori. Una maledizione che curiosamente si è ripetuta di nuovo a marzo, 6 anni dopo, e che, come allora, ha scatenato, a far da contraltare al dolore, un vero e proprio tsunami di affetto che si è riversato sul Viola Park per i tanti che hanno voluto dare un ultimo saluto ed una carezza al direttore generale della Fiorentina.

E purtroppo o per fortuna non c'è neanche più il tempo di piangere al centro sportivo con la Fiorentina che ieri è tornata ad allenarsi in un clima surreale in cui le parole di italiano sono risuonate per tutta la mattinata. “Pres, vinco per te, corro per te”, il riferimento è al presidente Commisso, distrutto dalla dipartita del suo uomo più fidato ma, come detto, adesso la squadra deve ripartire con il ricordo di Barone nel cuore, ma con la testa già proiettata ai prossimi impegni. A partire dal Milan, che sarà di scena al Franchi sabato 30 marzo, in un clima che a tanti ricorderà quello di quel Fiorentina-Benevento arrivato proprio dopo la scomparsa del Capitano.

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