Il countdown è praticamente agli sgoccioli. E’ tempo di ripartire per la Fiorentina, attesa dalla gara col Milan come primo atto del post Joe Barone. Il Franchi è sold-out. Tutta la città si è voluta stringere attorno alla squadra di Vincenzo Italiano, per vivere assieme una serata in cui c’è voglia di buttarsi alle spalle il dolore e tornare a sorridere. La Fiesole farà la sua parte con una maxi-coreografia in tributo al dg scomparso, il resto toccherà farlo ai calciatori.
In questi giorni di lutto un po’ tutti hanno fatto paralleli con quanto accadde nei giorni del post Astori. Quella Fiorentina, tra l’altro con Pioli in panchina, fu capace di trasformare quella tragedia in energia positiva mettendo in fila risultati utili e vittorie, nel nome di Davide. Ma attenzione a dare tutto ciò per scontato. Lo stimolo di andare oltre i propri limiti e dare tutto per onorare la memoria di Barone ci sarà, per forza di cose, ma poi c’è il tasso tecnico, sia proprio che degli avversari. Il calendario è di quelli tosti, con Milan, Atalanta in Coppa Italia, Juventus, Plzen in Conference e via discorrendo. Le motivazioni c’erano, ci sono e ci saranno. Ma non è detto che bastino. Non tutti i lutti sono uguali, non tutte le persone che compongono uno spogliatoio reagiscono allo stesso modo.
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