Prove di ripartenza per la Fiorentina

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‘E adesso?’ La domanda è lecita, un po’ cinica, ma neanche più di tanto. Forse forse, per come abbiamo imparato a conoscerlo e come lo hanno descritto i protagonisti del mondo del calcio in queste ore di lutto, sarebbe stata tra le principali preoccupazioni dello stesso Barone. Come ripartirà la Fiorentina?
 
Al netto di ruoli, incarichi e mansioni su cui solo Rocco Commisso può realmente sapere cosa sarà meglio per la società viola, c’è da provare ad arginare quel senso dispaesamento che tutto il mondo Fiorentina sta vivendo in questi giorni. Smarrimento e incredulità sono facilmente leggibili sui volti di tifosi, calciatori, dirigenti, tutti. Adesso è ancora il momento del lutto, che ogni essere umano elabora a suo modo e coi suoi tempi, poi ci sarà il lento ritorno alla ‘normalità’, da intendere come il provare a ripartire, il dover ripartire, tutti assieme, più uniti che mai. Come accaduto oggi, al Viola Park, dove l’allenamento è iniziato con tutto il gruppo unito, stretto, in cerchio.
 
Nei giorni del drammatico addio a Davide Astori, quello spogliatoio reagì proprio così, con forza, nel nome di Davide, del capitano, con un Pioli che si trovò a dover fare da babbo a 25 ragazzi che avevano perso improvvisamente il loro leader, ma proprio nel nome di Davide provarono e riuscirono ad andare oltre i loro limiti. Questa Fiorentina perde una figura di riferimento. Piaccia o meno, piacesse o meno, Barone era sempre lì, ovunque. E adesso toccherà a Italiano, al Capitano Biraghi, a Daniele Pradè e a Commisso stesso far diventare questo dolore un motore interiore, una molla di reazione positiva. Per Joe, oggi, come fu per Davide all’epoca. Quel gruppo riuscì a tirar fuori energie che non sapeva di avere. Ognuno correva più di prima, per il compagno, per Davide. E non è retorica, è ciò che accadde. Il rischio che quella Fiorentina precipitasse c’era, come c’è oggi. La speranza è che tutti, dentro di sé, trovino la forza di andare oltre i propri limiti in nome di Joe.
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