Come riporta questa mattina La Nazione, citando i dati diffusi dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, anche a Firenze la classica colazione al bar, uno dei simboli dell’identità italiana e abitudine consolidata di tantissime persone, ha subito rincari significativi, arrivando a costare circa tre euro in media, se non di più.
I due prodotti di punta della colazione, cioè il caffè e il cornetto, hanno subito aumenti consistenti, stessa cosa per la spremuta d’arancia e i prodotti salati, altrettanto amati da chi fa colazione fuori casa.
L’aumento generalizzato dei prezzi è l’unica soluzione facilmente percorribile per poter garantire la sopravvivenza di attività, quelle dei bar, sempre più schiacciate dal peso dell’aumento del costo delle materie prime (a cominciare proprio dal caffè, da diverso tempo protagonista di un consistente rincaro dovuto a instabilità internazionale e cattivi raccolti nei paesi produttori) e degli affitti, che in città, spiega al quotidiano Aldo Cursano di Confcommercio Firenze, sono arrivati a raggiungere un rincaro di cinquecento euro.
L’aumento dei prezzi, spiega ancora il quotidiano, si traduce in due conseguenze. La prima, più immediata, è la diminuzione del numero di clienti, che se nel centro storico è almeno in parte compensata dalla forte presenza turistica, nelle zone periferiche o residenziali diventa un problema di non secondaria importanza per i baristi, che vedono calare le proprie entrate. Con la conseguenza che alcuni esercizi saranno costretti ad abbassare la serranda.
I due prodotti di punta della colazione, cioè il caffè e il cornetto, hanno subito aumenti consistenti, stessa cosa per la spremuta d’arancia e i prodotti salati, altrettanto amati da chi fa colazione fuori casa.
L’aumento generalizzato dei prezzi è l’unica soluzione facilmente percorribile per poter garantire la sopravvivenza di attività, quelle dei bar, sempre più schiacciate dal peso dell’aumento del costo delle materie prime (a cominciare proprio dal caffè, da diverso tempo protagonista di un consistente rincaro dovuto a instabilità internazionale e cattivi raccolti nei paesi produttori) e degli affitti, che in città, spiega al quotidiano Aldo Cursano di Confcommercio Firenze, sono arrivati a raggiungere un rincaro di cinquecento euro.
L’aumento dei prezzi, spiega ancora il quotidiano, si traduce in due conseguenze. La prima, più immediata, è la diminuzione del numero di clienti, che se nel centro storico è almeno in parte compensata dalla forte presenza turistica, nelle zone periferiche o residenziali diventa un problema di non secondaria importanza per i baristi, che vedono calare le proprie entrate. Con la conseguenza che alcuni esercizi saranno costretti ad abbassare la serranda.
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