Indagini a Firenze per prevenire i reati fiscali

Oltre mille società estere inesistenti operanti nel commercio via internet e tutte riconducibili a una stessa persona, un cittadino cinese, sono state scoperte a seguito di controlli, in materia di 'attribuzione di nuove partite Iva', condotti nei mesi scorsi dalla Guardia di finanza di Firenze e dall'Agenzia delle entrate del capoluogo toscano per prevenire e contrastare frodi fiscali connesse all'emissione e all'uso di fatture per operazioni inesistenti.
    
Dagli accertamenti è emerso che il cittadino orientale, tramite una propria società, un Centro di elaborazioni dati appositamente costituita, avrebbe ricoperto da gennaio 2024 a marzo scorso il ruolo di rappresentante fiscale per circa 1600 società a responsabilità limitata, esercenti l'attività di 'commercio al dettaglio di prodotti via internet', con sedi legali in Paesi Ue ed extra Ue ma fiscalmente domiciliate a
Firenze presso la sede dello stesso Centro di elaborazione dati. "L'assenza di adempimenti fiscali in termini di dichiarazioni, liquidazioni e versamenti Iva piuttosto che l'osservazione dei flussi della fatturazione elettronica obbligatoria - spiega la Gdf -, ha fatto emergere che le partite Iva erano state avviate, almeno sulla carta, come rappresentanza fiscale di altrettante società estere, senza aver ricevuto le dovute autorizzazioni ovvero omettendo di istituire un impianto contabile, obbligatorio". Di qui il sospetto "che tali società potessero servire per mascherare reati fiscali di vario genere". Il sistema con il quale le società venivano aperte, si spiega ancora, "era il medesimo; il soggetto cinese estrapolava quotidianamente, tramite accesso a un portale il cui link veniva appositamente inviato sull'applicazione di messaggistica istantanea 'We Chat', un mero elenco di soggetti giuridici esteri per i quali veniva richiesta l'apertura della partita Iva italiana.

L'apertura di società italiane, avvenute esclusivamente in via telematica, veniva effettuata senza la presenza di documentazione a supporto ovvero senza la presenza dei requisiti soggettivi e oggettivi necessari per operare sul territorio nazionale in rappresentanza di soggetti giuridici esteri". L'Agenzia delle entrate di
Firenze "ha tempestivamente emesso l'apposito provvedimento di chiusura della partita Iva della società di rappresentanza fiscale, impedendo così l'apertura di nuove partite Iva inesistenti, utilizzabili per il compimento di presunte attività illecite; per le società estere controllate, oltre 1000, sono in corso le procedure per l'irrogazione delle sanzioni, nonché per la chiusura della partita Iva e l'esclusione dalla banca dati Vies, la cui iscrizione consente di poter effettuare operazioni in altri Stati dell'Ue".
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