"Il nostro obiettivo, anche in questo anniversario, è quello di rendere contemporanea la memoria ribadendo la richiesta che sia fatta piena verità e giustizia per i fatti di quella tragica stagione del nostro paese". Lo ha affermato Luigi Dainelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via de' Georgofili, in occasione della commemorazione dell'attentato del 1993 a Firenze ieri sera a Firenze conclusasi alle 1:04, ora dell'esplosione del Fiorino imbottito di tritolo che fece 5 vittime, con il corteo silenzioso che si è mosso da Palazzo Vecchio per raggiungere la vicina via dei Georgofili dove è stata poi deposta una corona.
"Dateci delle risposte di democrazia, di rispetto della Costituzione", ha detto Dainelli rivolgendosi al governo, "respingendo tutti quei decreti e proposte di legge come il decreto sicurezza e il suo articolo 31 che tentano di garantire l'impunità di strutture il cui operato in passato è stato troppo frequentemente associato ad attività di depistaggio", e anche "bloccando quel disegno di legge che vorrebbe allontanare dalla commissione antimafia componenti quali gli ex magistrati Scarpinato e De Raho, la cui competenza e l'esperienza potrebbero invece offrire un significativo contributo per la reale ricostruzione di fatti e vicende che si continua a voler fare brancolare nel buio".
Quindi, ha concluso il presidente dell'associazione, "dateci delle risposte, senza nascondervi dietro scomposti e penosi tentativi di far passare per reali e attendibili, fantasiose ricostruzioni giudiziarie costruite con evidente malafede e funzionali solo a screditare l'operato di certa magistratura la cui ricostruzione dei fatti è stata basata non su congetture, ma su prove ormai storicamente incontrovertibili, per quanto scomode per alcuni".
"Dateci delle risposte di democrazia, di rispetto della Costituzione", ha detto Dainelli rivolgendosi al governo, "respingendo tutti quei decreti e proposte di legge come il decreto sicurezza e il suo articolo 31 che tentano di garantire l'impunità di strutture il cui operato in passato è stato troppo frequentemente associato ad attività di depistaggio", e anche "bloccando quel disegno di legge che vorrebbe allontanare dalla commissione antimafia componenti quali gli ex magistrati Scarpinato e De Raho, la cui competenza e l'esperienza potrebbero invece offrire un significativo contributo per la reale ricostruzione di fatti e vicende che si continua a voler fare brancolare nel buio".
Quindi, ha concluso il presidente dell'associazione, "dateci delle risposte, senza nascondervi dietro scomposti e penosi tentativi di far passare per reali e attendibili, fantasiose ricostruzioni giudiziarie costruite con evidente malafede e funzionali solo a screditare l'operato di certa magistratura la cui ricostruzione dei fatti è stata basata non su congetture, ma su prove ormai storicamente incontrovertibili, per quanto scomode per alcuni".
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