Lettere a Calderone e Giorgetti

Due lettere sui tavoli del governo riguardo la crisi del settore moda, che dopo la ripresa successiva alla pandemia ha iniziato a subire la forte contrazione del mercato globale, con effetti anche sul fronte dell'occupazione. La prima lettera l'ha spedita il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ai ministri al Lavoro e alle politiche sociali Marina Elvira Calderone e all'Economia Giancarlo Giorgetti. La seconda, indirizzata alla ministra Calderone, arriva dall'assessora regionale toscana Alessandra Nardini, nelle vesti di coordinatrice della commissione formazione e lavoro della Conferenza delle Regioni. "Due lettere - scrive la Regione in una nota - per chiedere l'attivazione di ammortizzatori sociali specifici e che si accompagnano a una terza missiva inviata da Giani nei giorni scorsi al ministro Urso per richiamare l'attenzione sul fronte del credito".
    
"Molte aziende rischiano di esaurire a breve ogni possibilità di ricorso a forme di integrazione salariale. Vanno evitati i licenziamenti e la situazione rende urgenti interventi nazionali - sottolineano Giani e Nardini -. L'Italia è leader in Europa sia per numero di imprese che operano nel sistema moda che per fatturato generato e per la Toscana questo è un settore importantissimo": in regione impiega circa 130mila persone, la maggior parte nei segmenti produttivi (tessile, abbigliamento, conceria, calzature, pelletteria, accessori, gioielleria), compresa la produzione di macchinari, un 10% nel terziario (commercio all'ingrosso e intermediazione): "Di fatto il 6-8 per cento di tutti gli occupati della regione lavora nel settore, il 40% di tutto il manifatturiero, per un valore aggiunto di 5,5 miliardi di euro. Tutti i principali marchi italiani e stranieri producono direttamente o indirettamente in Toscana".

La Regione ricorda anche che sulla crisi del settore Giani aveva convocato a maggio, insieme agli assessori Nardini e Leonardo Marras, un tavolo regionale, con la partecipazione di tutte le associazioni datoriali, le organizzazioni sindacali e i sindaci dei territori interessati.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies