"I rischi della Rete ci sono. E l'odio è uno di questi. L'odio è di particolare peso sulla Rete perché gli antidoti nei suoi confronti sono i più difficili da trovare". Lo ha detto il presidente emerito della Corte costituzionale, Giuliano Amato, oggi a Prato per Cyberdays, evento organizzato dalla Regione Toscana per accrescere il livello di sicurezza informatica delle imprese e quello delle amministrazioni pubbliche. Amato ha aperto la mattinata con una lectio magistralis sulla rete come veicolo di odio e di male e sui possibili antidoti "Ci sono antidoti tecnici ma, in questi casi, i confini con la censura diventano difficili da definire", ha detto, evidenziando però che "gli antidoti più potenti stanno a monte, nelle nostre teste e nelle nostre coscienze"
"Quello che abbiamo scoperto è che la civiltà che i nostri antenati hanno inventato per eliminare il male come fonte di violenza contro gli altri, è servito a mettere l'odio laggiù in fondo, ma non a eliminarlo - ha proseguito Giuliano Amato - e adesso tutta la digitalizzazione, una delle cose più nuove nella storia dell'umanità, ha fatto venire fuori la parte più vecchia che in millenni di civiltà avevamo cercato di seppellire".
"La domanda - ha concluso - adesso è: come facciamo a riseppellirla là nelle nostre coscienze", tale parte più vecchia, "prima ancora che nel mondo dell'informatica? Il tema è quello dell'educazione. I risvolti sono tanti". "Nell'ultimo numero dell'Economist - ha segnalato - c'è un editoriale in cui si dice che di fronte a ragazze sempre più brave, sempre più brillanti, il maschio sta regredendo, si sta incattivendo, si sta chiudendo nella sua rabbia e c'è addirittura la proposta di dargli qualche insegnante maschio in più così da calmarsi. Siamo a questo punto".
"Quello che abbiamo scoperto è che la civiltà che i nostri antenati hanno inventato per eliminare il male come fonte di violenza contro gli altri, è servito a mettere l'odio laggiù in fondo, ma non a eliminarlo - ha proseguito Giuliano Amato - e adesso tutta la digitalizzazione, una delle cose più nuove nella storia dell'umanità, ha fatto venire fuori la parte più vecchia che in millenni di civiltà avevamo cercato di seppellire".
"La domanda - ha concluso - adesso è: come facciamo a riseppellirla là nelle nostre coscienze", tale parte più vecchia, "prima ancora che nel mondo dell'informatica? Il tema è quello dell'educazione. I risvolti sono tanti". "Nell'ultimo numero dell'Economist - ha segnalato - c'è un editoriale in cui si dice che di fronte a ragazze sempre più brave, sempre più brillanti, il maschio sta regredendo, si sta incattivendo, si sta chiudendo nella sua rabbia e c'è addirittura la proposta di dargli qualche insegnante maschio in più così da calmarsi. Siamo a questo punto".
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