Esultano tutti. Paradosso facilmente spiegabile per un risultato che non rispecchia fedelmente quanto visto in campo. Troppo stretto il gol di vantaggio per quanto fatto vedere dai viola con un Italiano comunque raggiante per la prestazione. Mai nelle ultime sfide il divario era stato così netto in campo. Anche quando la Fiorentina ha vinto, ed è successo spesso con Italiano realmente capace di squassare in qualche modo l’impianto di gioco del Gasp, si è sempre viaggiati sul filo dell’equilibrio. Dalla vittoria per 3 a 2 in extremis proprio in Coppa Italia (gol di Milenkovic) passando per la gara di andata in campionato (decisivo Kouame), il risultato poteva anche essere diverso. Stavolta invece i nerazzurri ci hanno capito poco o niente sovrastati dall’intensità viola, quasi azzannati ogni volta che Scamacca e compagni provavano a cambiare il destino della sfida. Logico quindi il buonumore di Italiano, altrettanto capibile l’aria dello scampato pericolo che si registrava in casa atalantina. Chi ha incrociato Gasperini a fine match racconta infatti di un sospiro di sollievo lanciato dal tecnico a chi gli chiedeva conto del match. Una sorta di ‘l’abbiamo sfangata’ visto che poteva davvero finire peggio. Limitare i danni nelle giornate no è un segno, pensano a Bergamo, di grande squadra.
RITORNO E ora? Intanto se ne riparla a fine mese con due competizioni (campionato ed Europa) che mettono in disparte la Coppa Italia. Sapendo che a Bergamo sarà un altro film. “La musica in casa nostra sarà diversa, conosco la mia squadra, ci divertiremo” ha detto Gritti in sala stampa, l’uomo fidato del Gasp che ieri lo ha sostituito in panchina. Pare una minaccia, in realtà è un monito. “Conosco Gritti da tempo, so che ci aspetterà un’autentica battaglia” ha sibilato Italiano quasi sorpreso dalle parole dell’amico-collega. La Fiorentina ha due risultati utili su tre e proverà ad avvantaggiarsene, ma l’impressione è che il secondo gol mangiato a più riprese lasci totalmente alla pari la bilancia della qualificazione. Restando a ieri però, la Fiorentina si tiene molte buone notizie. La capacità di non fallire l’appuntamento decisivo, la forma di Bonaventura ringiovanito nel nuovo ruolo di regista-incursore, la straordinaria tensione positiva messa in ogni dettaglio di Ranieri. Ed ancora non aver subito gol è importante come trovare le reti dei centrocampisti. Mandragora ad esempio è a quota 5 stagionali. Bene anche Terracciano, Beltran e Kouame almeno dal punto di vista fisico (“si ricordasse che far gol non è vietato sarebbe meglio” ha ridacchiato in merito Italiano. E poi c’è il capitolo Belotti. Mai un attaccante con la sua media gol (1 rete in 11 partite) è stato così osannato come il Gallo. Sarà un bene?
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