È arrivata la sentenza del giudice: Albert Gudmundsson è stato assolto nel processo che lo vedeva imputato per cattiva condotta sessuale.
La pronuncia chiude un momento che lo stesso Gudmundsson ha definito “difficile” e che lo lascia libero di dedicarsi con tutto sé stesso alla Fiorentina.
Interpellato per un commento sulla vicenda processuale che ha visto coinvolto l’attaccante viola, l’avvocato fiorentino esperto di diritto penale, Mattia Alfano, non si è detto sorpreso della decisione della magistratura islandese: “Lo avevo previsto già un mese fa, si è trattato di un processo che è passato per la richiesta di archiviazione da parte del Pubblico Ministero, che essendo la figura attraverso la quale lo Stato dimostra la propria attenzione nei confronti della vittima, fa capire che gli spazi per l’accusa erano ridotti, anche perché quando il giudice emette sentenza è chiamato a farlo sulla base di prove e dati solidi.Qui avevamo una richiesta di archiviazione che era stata impugnata”.
Un esito importante, insomma, quello dell’assoluzione, ma che un occhio esperto poteva preventivare.
E adesso? “Adesso devono trascorrere le quattro settimane durante le quali il Procuratore Generale può impugnare la sentenza, ma non si tratterebbe di un eventuale nuovo giudizio nel merito quanto di un giudizio sull’argomentazione e sulla logica seguita dai giudici nella loro decisione: qui abbiamo una sentenza con venti pagine di motivazione, la vedo dura”.
Se si vuole proprio essere sicuri al 100%, per scrivere del tutto la parola fine sulla vicenda bisognerà attendere che siano scaduti i termini affinché il Procuratore Generale eserciti l’impugnazione: “Al massimo” commenta il Dottor Alfano “potrà esserci una querela per diffamazione”.
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