Il centravanti viola non segna dalla partita col Frosinone ma contro il Viktoria Plzen avrà l'occasione per sbloccarsi

Ormai è diventata una specie di maledizione. Cambiano i giocatori ma, all'apparenza, il risultato resta sempre lo stesso: il centravanti non segna. E così, dopo i tentativi falliti (almeno in parte) con Cabral e Jovic, dopo il flop Nzola e dopo aver capito che Beltran è si un giocatore di grande prospettiva ma che il suo ruolo non è quello di prima punta, adesso è il turno di Belotti. Un altro che, da quando si è infilato la maglia della Fiorentina, pare essersi dimenticato cosa voglia dire segnare. Certo, i numeri lascerebbero poco spazio alle interpretazioni: 12 presenze, 1 gol. Quella col Frosinone insomma, arrivata tra l'altro all'esordio da titolare, è rimasta l'unica gioia per il Gallo.

Messa così, ci sarebbe poco altro da aggiungere. Eppure, pur riconoscendo che un centravanti va giudicato soprattutto per quanto segna, sarebbe ingeneroso limitarsi a quello e cancellare tutto il resto. Basta guardare le partite dei viola per accorgersi di quanto l'ex attaccante di Toro e Roma abbia cambiato (in meglio) il volto alla squadra. Oggi infatti la Fiorentina riesce ad appoggiarsi sul suo punto di riferimento, può dargli palla e rifiatare nei momenti di difficoltà, può sperare in una sua sponda o spizzata che liberi al tiro gli esterni o il trequartista di turno. Come diceva Boskov: “Come gioca punta gioca squadra” e adesso, i viola, attaccano decisamente meglio rispetto a quanto succedeva nella prima parte di stagione.

Certo, non ci si può accontentare. Anzi. E' giusto pretendere che Belotti inizi a trovare la porta con continuità anche perché, salvo qualche eccezione, in tutte le partite ha avuto sui piedi o sulla testa le occasioni per farlo. Basta pensare alla gara col Milan nella quale, con un pizzico di fortuna e di precisione in più, avrebbe potuto segnare una tripletta. Per questo, quella di domani col Viktoria Plzen, può e deve essere l'occasione giusta per sbloccarsi. Perché se la Fiorentina vuol sperare davvero di arrivare fino in fondo nelle due coppe e di restare aggrappata al treno che porta in Europa in campionato, non può che augurarsi che il suo centravanti scacci la maledizione e ritrovi la via della porta. Altrimenti, il rischio, è che finisca come lo scorso anno. Arrivare lì, ad un passo dal sogno, per poi doversi svegliare proprio sul più bello.  

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