Quaranta anni fa, nel bosco degli Scopeti a San Casciano Val di Pesa, il giovane Luca Santucci scoprì il corpo di Jean Michel Kraveichvili, vittima insieme a Nadine Mauriot dell’ultimo omicidio del Mostro di Firenze.
Luca, recatosi a raccogliere funghi, trovò il corpo coperto da bidoni di vernice, come il killer aveva fatto per nasconderlo. Inizialmente spaventato e confuso, tornò a casa e, con il padre, si recò dai carabinieri per segnalare la scoperta.
Oggi la piazzola è rimasta quasi intatta nonostante due incendi e atti di vandalismo che avevano danneggiato la lapide commemorativa. Luca ricorda quell’episodio come un’esperienza traumatica e non attribuisce i delitti a Pacciani, Vanni o Lotti, sottolineando i molti dubbi ancora irrisolti sulla vicenda del Mostro.
Luca, recatosi a raccogliere funghi, trovò il corpo coperto da bidoni di vernice, come il killer aveva fatto per nasconderlo. Inizialmente spaventato e confuso, tornò a casa e, con il padre, si recò dai carabinieri per segnalare la scoperta.
Oggi la piazzola è rimasta quasi intatta nonostante due incendi e atti di vandalismo che avevano danneggiato la lapide commemorativa. Luca ricorda quell’episodio come un’esperienza traumatica e non attribuisce i delitti a Pacciani, Vanni o Lotti, sottolineando i molti dubbi ancora irrisolti sulla vicenda del Mostro.
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