Primi indagati per l'inchiesta sul cosiddetto 'cubo nero', la struttura realizzata a seguito della ristrutturazione del Teatro Comunale di Firenze, al centro di polemiche per il suo impatto sullo skyline fiorentino. Falso e violazione della normativa a tutela del paesaggio i reati ipotizzati dalla procura: le indagini al momento coinvolgerebbero più figure intervenute nel rilascio delle autorizzazioni.
La notizia dei primi indagati è stata anticipata oggi da La Nazione: il quotidiano ha scritto di avvisi di garanzia arrivati in questi giorni ad almeno due persone per falso. L'inchiesta è partita ad agosto scorso, con un fascicolo conoscitivo, senza indagati, per verificare se nella realizzazione del 'cubo nero', in area sotto tutela dell'Unesco, ci siano state eventuali violazioni alle norme edilizie e urbanistiche o anche altro. A fine settembre poi l'acquisizione di atti da parte di carabinieri e guardia di finanza, a cui sono stati delegati gli accertamenti, presso l'ufficio direzione urbanistica del Comune e nella sede della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio.
Tra gli indagati, sempre secondo quanto emerge, risultano anche dirigenti e tecnici della direzione urbanistica del Comune di Firenze.
Gli avvisi a comparire chiedono di contattare la procura per essere sentiti dagli inquirenti, con l'assistenza di un difensore, in merito all'inchiesta.
Nel corso delle indagini atti e documenti sono stati acquisiti, già in estate, alla Direzione urbanistica del Comune e alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. Di interesse, come emerse subito all'inizio dell'indagine, i pareri dati sul progetto di riconversione urbanistica per l'area dell'ex Teatro Comunale, che fu dismesso e demolito per far posto a un'operazione immobiliare con la costruzione di appartamenti di lusso e residenze per soggiorni temporanei per turisti ad alta capacità di spesa. Fra i pareri acquisiti agli atti risulta quello dato, a suo tempo, dalla Commissione paesaggistica di Firenze.
La notizia dei primi indagati è stata anticipata oggi da La Nazione: il quotidiano ha scritto di avvisi di garanzia arrivati in questi giorni ad almeno due persone per falso. L'inchiesta è partita ad agosto scorso, con un fascicolo conoscitivo, senza indagati, per verificare se nella realizzazione del 'cubo nero', in area sotto tutela dell'Unesco, ci siano state eventuali violazioni alle norme edilizie e urbanistiche o anche altro. A fine settembre poi l'acquisizione di atti da parte di carabinieri e guardia di finanza, a cui sono stati delegati gli accertamenti, presso l'ufficio direzione urbanistica del Comune e nella sede della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio.
Tra gli indagati, sempre secondo quanto emerge, risultano anche dirigenti e tecnici della direzione urbanistica del Comune di Firenze.
Gli avvisi a comparire chiedono di contattare la procura per essere sentiti dagli inquirenti, con l'assistenza di un difensore, in merito all'inchiesta.
Nel corso delle indagini atti e documenti sono stati acquisiti, già in estate, alla Direzione urbanistica del Comune e alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. Di interesse, come emerse subito all'inizio dell'indagine, i pareri dati sul progetto di riconversione urbanistica per l'area dell'ex Teatro Comunale, che fu dismesso e demolito per far posto a un'operazione immobiliare con la costruzione di appartamenti di lusso e residenze per soggiorni temporanei per turisti ad alta capacità di spesa. Fra i pareri acquisiti agli atti risulta quello dato, a suo tempo, dalla Commissione paesaggistica di Firenze.
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