Gli inquirenti vogliono far luce sul sistema, il delegato regionale degli Alam chiarisce: ‘Niente da nascondere’

Come riporta stamani La Repubblica Firenze, nel corso delle indagini avviate dopo la denuncia di tentata estorsione presentata dal consigliere comunale di Prato Tommaso Cocci, si è svolto un incontro fra Digos, Guardia di Finanza e pubblici ministeri per coordinare le prossime mosse nell’inchiesta.

Con le perquisizioni effettuate nella sede della loggia Sagittario e della Gran loggia d’Italia degli Alam, gli inquirenti vogliono fare luce sulle liste degli iscritti, sull’atto costitutivo e sullo statuto, per verificare se in qualche modo siano collegati all’attività svolta da Cocci.

Nel frattempo, ad allontanare qualunque supposto legame fra l’attività massonica e il tentativo di estorsione consumato contro Cocci è lo stesso delegato regionale degli Alam Massimo Esposito, che al quotidiano dichiara che la loggia è “parte lesa” quanto lo stesso Cocci, assicurando ulteriormente di aver iniziato a collaborare con gli inquirenti per far luce sul caso.

Inoltre, della loggia alla quale era affiliato Cocci (la Sagittario) faceva parte anche Riccardo Matteini Bresci, presunto corruttore dell’ex sindaca di Prato Ilaria Bugetti: anche in questo caso Esposito respinge con forza qualunque insinuazione di presunti legami fra l’attività massonica e l’attività corruttiva che ha portato alle dimissioni della sindaca.


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