Ivan Juric da una parte, Vincenzo Italiano dall’altra. Torino-Fiorentina mette ancora una volta di fronte due tecnici della ‘media borghesia’ della Serie A, quelli che stanno un gradino sotto ai top ma che ambiscono ad entrare in quel ‘gotha’, come ad esempio ha fatto ormai da qualche anno Gasperini, come sta per fare Thiago Motta.
TRENI. Nel caso di Juric, forse, quel treno è ormai passato. Poteva essere l’allenatore della Fiorentina, più volte tra l’altro, ma alla fine è rimasto a Torino. E soprattutto è rimasto lì, nel limbo, tra una sempre buona posizione in classifica che non è mai stata ottima, distinguendosi per un buon lavoro ma non ottimo. Per Italiano il treno è stato la Fiorentina, potrebbe esserlo ancora la Fiorentina in caso di permanenza a Firenze, ma probabilmente il salto lo farà a fine stagione quando potrebbe prendere altre strade. Intanto ci sono ancora grandi obiettivi per questa, tra una qualificazione in Europa da conquistare in campionato e la speranza di far meglio di quanto fatto l’anno scorso nelle coppe, che vorrebbe dire alzare al cielo un trofeo dopo la doppia beffa di Roma e Praga. Traguardi per i quali Juric non è ancora mai arrivato a lottare, giusto per rimarcare una sottile differenza.
DIVERSI. Italiano e Juric, dicevamo. Simili per ambizioni e voglia di fare strada, ma anche molto diversi per mille aspetti. Per il croato la fase difensiva è l’aspetto principale da curare. Tanto che, ogni anno, il suo Torino arriva in fondo al campionato con una delle primissime difese della Serie A per gol subiti. Il mantra di Italiano, invece, fu chiaro dal primo giorno: ‘difendere bene, attaccare benissimo’, praticamente l’opposto. Il primo obiettivo di Juric è blindare la propria porta, come accaduto in 12 gare nelle prime 26 giornate, 8 volte in casa su 13 gare interne. Italiano, invece, lavora sulla difesa alta (a volte pure troppo) dal primo giorno in cui siede sulla panchina della Fiorentina. Tanto che i viola hanno incassato almeno una rete in ogni gara tranne che a Udine, con la Salernitana, col Verona, col Monza, col Torino e col Cagliari. Il croato si ispira a Gasperini per la fase difensiva, da sempre. Italiano si ispira a Gasperini per la fase offensiva, da sempre. Pressing a tutto campo e marcature uno contro uno a tutto campo, come insegna Klopp, sono il mantra tattico di Juric, marcature a zona, accettazione del rischio difensivo ma propensione decisamente offensiva quello del tecnico viola. Basta vedere i numeri per capirne di più: nello stesso lasso di tempo da cui Italiano è a Firenze e Juric è a Torino i granata hanno segnato 71 reti, mentre la Fiorentina ne ha fatti 151; il Toro ne ha incassati 107 mentre la Fiorentina 124. In classifica i viola sono avanti al Torino di 5 punti quest’anno, sono stati avanti di 3 punti l’anno scorso e 12 due stagioni fa. Tradotto: ad uno piace stare nella propria metà campo, col baricentro basso e con tanta fisicità, l’altro fa stare le sue squadre nella metà campo avversaria, col baricentro alto e con tanta tecnica. Almeno questo racconta la loro storia.
CARATTERI. Anche a livello caratteriale Juric e Italiano sono molto simili, ma anche tanto differenti. Entrambi hanno fame, voglia di emergere e di arrivare, hanno grande temperamento e sono martelli sul campo e in allenamento. Il croato, però, a volte va oltre, sia con le parole che coi fatti, non tirandosi indietro se c’è da discutere o litigare coi propri dirigenti o con chissà chi. Più volte Juric, anche pubblicamente, non ha fatto mistero di alcune scelte di mercato che non condivideva, come quando dopo un Fiorentina-Torino perso al Franchi chiese in sala stampa al suo presidente acquisti, e tanti. Il viola, invece, è più aziendalista. Soltanto nello scorso gennaio ha alzato un po’ la voce, sempre con toni pacati (quando chiedeva un esterno, prima, e quando disse: “Mercato? Non ho niente da dire”). Se tra Juric e Cairo volano spesso gli stracci, anche in diretta tv, a Firenze non è mai successo nulla di tutto ciò “in società c’è gente bellissima”, le ultime parole del tecnico viola). Neppure quando a Italiano è stato venduto il capocannoniere del campionato a metà stagione. Ecco perché, forse forse, quel treno Juric non lo prenderà mai, a differenza di Italiano. Nel calcio, d’altronde, non c’è solo l’aspetto tecnico/tattico quando una ‘big’ ti punta per affidarti la panchina.
PRECEDENTI. Detto tutto ciò, il Torino e Juric sono per caratteristiche proprio l’avversario che la Fiorentina e Italiano più soffrono. L’anno scorso fu solo pareggio in Piemonte, come due stagioni fa. Nel mezzo la sonora vittoria del Toro per 4-0. L’ultima volta che la Fiorentina ha vinto in casa dei granata fu in Coppa Italia nel 2019, con doppietta di Chiesa, mentre in Serie A il segno 2 manca dal marzo 2018. A Firenze, invece, le cose sono andate spesso diversamente. All’andata la decise Ranieri, l’anno scorso in Coppa Italia fu 2-1 Fiorentina e accesso in semifinale, ma anche ko 0-1 con quello sciagurato errore di Amrabat che mandò in porta i granata, e vittoria 2-1 nel 2021. Il bilancio, insomma, è in equilibrio. Ma oggi si gioca a Torino, e dopo aver sfatato il tabù Lazio, eccone un altro per Italiano: battere Juric e il Torino a Torino. Perché la carta è un conto, il campo poi è un’altra cosa.
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