Bivio Plzen: guai a fallire

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Niente di nuovo sul fronte Viola. Anche contro il Genoa la Fiorentina 'giochicchia', controlla il pallone, attacca poco e male, si distrae dietro. E soprattutto, come accade praticamente sempre dal 2024 in campionato, non vince. Le statistiche non dicono tutto ma trattandosi di media punti nemmeno mentono. Undici punti in 14 partite, media inferiore al punto a gara tanto per rendere l'idea dell'andazzo viola negli ultimi tre mesi e mezzo. Un crollo difficile da spiegare con una sola motivazione, con tanto di scivolamento dal quarto al decimo posto in classifica. Con il Monza, undicesimo, ormai ad un passo. La Fiorentina si è avvitata su se stessa amplificando i difetti (soprattutto quelli cronici) e nascondendo alla grandissima i pregi che l'avevano issata dopo Natale in una posizione ultra valida per la prossima Champions League. E così restano poche gare ad avere potenzialmente un senso in questo finale di stagione. Sei per la precisione, ovvero le quattro in Conference unite alle due in Coppa Italia. Partite che la Fiorentina dovrà affrontare in modo semplice. Ovvero facendo l'opposto di quanto visto in campionato.

SCELTE La squadra a prescindere dagli interpreti ha poco ritmo, bassa intensità ed una spaventosa difficoltà nel rendersi pericolosa. Martinez è solo l'ultimo dei portieri ad uscire dal campo con i guanti puliti e giovedì contro il Plzen servirà ben altro. Tatticamente la gara è di facile lettura: i cechi confermeranno i cinque difensori, due centrocampisti di rottura, appena tre giocatori deputati a poter attaccare in determinati momenti della partita. Serve sbloccare il risultato, cosa più facile a dirsi (o scriversi) che a farsi. Puntare l'uomo, creare superiorità, tirare da lontano e sfruttare i piazzati. Questo dirà Italiano ai suoi, niente di particolarmente diverso rispetto a quanto spiega prima di ogni partita sulla carta simile a questa. A lui il compito soprattutto di dare elettricità ai suoi: poi toccherà ai calciatori, perchè le responsabilità non possono essere sempre sulle spalle di altri. Serve la personalità di provare le giocate abbinata ad una qualità ovviamente superiore rispetto agli avversari. "Ho già detto a Belotti che deve segnare e portarci in Semifinale" ha tuonato Italiano ieri in conferenza stampa, togliendo possibili dubbi su chi giocherà centravanti. Dietro di lui Gonzalez, Beltran e Kouame. In pratica lo stesso quartetto incapace anche solo di tirare in Repubblica Ceca. La Fiorentina ha scelto le Coppe. È il momento di dimostrarlo.
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