Ecco quanto si apprende dall'avvocato Luca Maggiora

Era stata arrestata un anno per un'aggressione a un anziano a Firenze la 26enne di origine romena che si è tolta la vita stamani nel carcere di Sollicciano, impiccandosi con un lenzuolo alle sbarre del balconcino della sua cella. E' quanto si apprende dall'avvocato Luca Maggiora, difensore della giovane, che aveva visto appena venerdì scorso. Il legale la ricorda, nell'ultimo incontro, "di buon umore. Le aveva anche comunicato la possibilità di fare istanza dei domiciliari perché aveva ottenuto una disponibilità dall'unica persona che la aiutava. Chissà cosa è poi accaduto".
    
La giovane era stata fermata il 2 settembre 2024 per l'aggressione subita da un 91enne in un palazzo nel centro di Firenze, in via Maso Finiguerra, caso che aveva destato scalpore in città: la vittima, caduta a terra, ha riportato lesioni molto gravi. Il 15 aprile scorso il processo di primo grado, con rito abbreviato, aveva portato a una condanna a 4 anni e 8 mesi anche per per rapina e lesioni.

    
In una nota diffusa oggi l'avvocato Maggiora evidenzia come "le morti in carcere riguardano tutti noi perché sono il fallimento di una società che non sa riconoscere i valori della giustizia, che predica solidarietà ma emargina gli ultimi ed i detenuti sono davvero gli ultimi". "Sbaglia - prosegue - chi confina la morte in carcere a una giusta sentenza definitiva; anche alla giovane ultima morta i social avevano tributato il 'giusto epilogo' (forse adesso ne godranno i benefici?). E' giunto il tempo che i fans di queste tragedie si fermino a riflettere su queste sconfitte, ammettere e soprattutto accettare che i detenuti sono persone come tutti noi, titolari di diritti come noi, dotati di sentimenti ed emozioni. E' giunto il tempo di occuparsi seriamente (e non per slogan politici) dei detenuti e di tutto il modo carcere. Gli errori si pagano, certamente, ma la morte è un prezzo inutile e troppo crudele": "Si faccia avanti la politica e risolva i problemi delle carceri".
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