Il procuratore di Prato Luca Tescaroli ha scritto al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e, per conoscenza, a tutti i capi delle forze dell'ordine, per ricordargli l'impegno assunto, in merito al potenziamento di polizia, carabinieri e guardia di finanza, nel corso del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza dello scorso Ferragosto a Prato. Lo riportano il Corriere Fiorentino e La Nazione.
La lettera per sottolineare come dopo il Comitato alla presenza del ministro, "poco è cambiato".
Meglio dire "nulla".
"La mole di vicende delittuose — ha detto Tescaroli — impone un'attività sempre più selettiva degli obiettivi da perseguire per l'insufficienza delle forze dell'ordine dedicate all'attività investigative, sebbene si debba registrare una notevole dedizione da parte delle diverse forze di polizia che va ben al di là dell'ordinario impegno istituzionale e dell'orario di servizio previsto e retribuito".
Tescaroli, nella lettera pubblicata sul sito della procura pratese, si legge ancora sui quotidiani, ricorda a Piantedosi quanto dal 2024 a Prato "l'escalation delittuosa sia cresciuta". Prato è un "laboratorio multietnico dove operano - ha spiegato Tescaroli - gruppi criminali di asiatici, albanesi e nordafricani, oltre a esponenti della delinquenza italiana riconducibili a sodalizi di tipo mafioso".
La lettera per sottolineare come dopo il Comitato alla presenza del ministro, "poco è cambiato".
Meglio dire "nulla".
"La mole di vicende delittuose — ha detto Tescaroli — impone un'attività sempre più selettiva degli obiettivi da perseguire per l'insufficienza delle forze dell'ordine dedicate all'attività investigative, sebbene si debba registrare una notevole dedizione da parte delle diverse forze di polizia che va ben al di là dell'ordinario impegno istituzionale e dell'orario di servizio previsto e retribuito".
Tescaroli, nella lettera pubblicata sul sito della procura pratese, si legge ancora sui quotidiani, ricorda a Piantedosi quanto dal 2024 a Prato "l'escalation delittuosa sia cresciuta". Prato è un "laboratorio multietnico dove operano - ha spiegato Tescaroli - gruppi criminali di asiatici, albanesi e nordafricani, oltre a esponenti della delinquenza italiana riconducibili a sodalizi di tipo mafioso".
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