Lo ha deciso il Tribunale di Firenze: l'uomo fu esposto a fibre e polveri di amianto

Il Tribunale di Firenze ha condannato il Ministero della Difesa a risarcire di una somma pari a trecentomila euro la famiglia di un uomo, nato nel 1931 e vissuto a Impruneta, che durante gli anni di servizio nell’esercito italiano come elettricista (mestiere che poi proseguì anche da civile) venne esposto all’amianto.

Durante questo periodo, infatti, l’uomo avrebbe sviluppato un mesotelioma rimasto latente per molti anni e diagnosticato solo nel 2016 a Careggi.

Nonostante il fatto che l’INAIL avesse riconosciuto all’uomo la malattia come vittima del dovere il Ministero della Difesa non riconobbe il risarcimento, e la famiglia dell’uomo decise quindi di rivolgersi ad un legale.

Il risarcimento è stato infine disposto dal Tribunale di Firenze, che ha riconosciuto che l’attività di elettricista ha esposto l’uomo alle polveri di amianto causando l’insorgere della malattia, sebbene rimasta latente per molto tempo.

Alla famiglia dell’uomo sono stati quindi riconosciuti trecentomila euro di risarcimento del danno.
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