Si è assestato il numero complessivo in Italia: 5 milioni. E' quanto si legge nel Dossier statistico immigrazione 2023

“Il numerodei cittadini stranieri residenti in Italia si è assestato, nell'ultimo quinquennio, sui 5 milioni, mentre sono saliti a quasi 6 milioni gli italiani residenti all'estero. È una stabilità, quella delle presenze straniere in Italia, che ridimensiona la retorica dell'invasione e che, allo stesso tempo, è il risultato di dinamiche interne legate ai trasferimenti da e per l'estero, alle nascite, ai decessi, nonché alle acquisizioni della cittadinanza italiana”.
E' quanto si legge nel Dossier statistico immigrazione 2023, presentato ieri a Santa Croce sull'Arno (Pisa), nell'ambito del progetto DiverCity, promosso dall'Associazione Arturo.

Francesco Paletti, della Caritas di Pisa e che fa parte della redazione Dossier statistico Toscana, ha spiegato che “la popolazione straniera in Toscana, da un po' di anni, si attesta costantemente attorno alle 400mila persone regolarmente soggiornanti ma occorre tenere di conto dell'effetto delle nuove acquisizioni di cittadinanza, cioè degli stranieri che diventano cittadini italiani”.

Il dossier, spiega una nota, nel rapporto dedicato alla Toscana, indica infatti in 10.609 le persone straniere che nella regione, nel 2022, hanno maturato i requisiti per la cittadinanza italiana. "E' soprattutto questo fenomeno - si legge nel dossier - spia di un crescente radicamento delle comunità straniere sul territorio, che nel 2022 ha frenato la crescita degli immigrati 'toscani' che, altrimenti, sarebbe stata più rilevante (+2,7%) per quanto comunque, lontanissima dagli incrementi a doppia cifra registrati nel primo decennio del secolo".

Per Paletti, "la Toscana era e rimane una delle grandi regioni d'immigrazione d'Italia dove un residente su 10 è un immigrato, una percentuale maggiore rispetto alla media italiana, che si attesta attorno all'8%. Per fare un paragone, in Toscana l'incidenza di cittadini stranieri è pari più o meno a quella della Germania".

"I dati del dossier lo dicono chiaro: esiste una segregazione professionale dei lavoratori migranti, che sono sempre i lavoratori più poveri, quelli che svolgono i lavori più faticosi e rischiosi - osserva Gessica Beneforti della Cgil Toscana - ce lo dice, purtroppo, anche la recente strage di via Mariti a Firenze. Ma esiste anche una segregazione che riguarda le donne, spesso impegnate solo nel lavoro di cura e poco occupate".

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