Il Corriere Fiorentino questa mattina riporta che per la macchia di idrocarburi comparsa nel tardo pomeriggio di giovedì sull’Arno, fra il ponte da Verrazzano e il ponte di San Niccolò, non verrà effettuata alcuna operazione di bonifica.
Come spiega il quotidiano citando Arpat, la quantità di idrocarburi dispersi nel fiume era tutto sommato esigua e già ieri era sostanzialmente scomparsa, rendendo di fatto inutile anche l’installazione della diga galleggiante, prontamente montata alla presenza delle istituzioni per bloccare la discesa a valle della chiazza.
Nel frattempo però, aggiunge il quotidiano, sono in corso le operazione per ricostruire l’origine della chiazza, che sarebbe stata individuata in un tombino posto sulla riva sinistra dell’Arno, e del responsabile dello sversamento.
Come spiega il quotidiano citando Arpat, la quantità di idrocarburi dispersi nel fiume era tutto sommato esigua e già ieri era sostanzialmente scomparsa, rendendo di fatto inutile anche l’installazione della diga galleggiante, prontamente montata alla presenza delle istituzioni per bloccare la discesa a valle della chiazza.
Nel frattempo però, aggiunge il quotidiano, sono in corso le operazione per ricostruire l’origine della chiazza, che sarebbe stata individuata in un tombino posto sulla riva sinistra dell’Arno, e del responsabile dello sversamento.
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