Dopo le oceaniche proteste della scorsa settimana, a Firenze la mobilitazione pro Palestina continua. Questa mattina gli studenti hanno infatti occupato il liceo classico Michelangiolo, di via della Colonna, e il Machiavelli-Capponi di via Santo Spirito, sventolando bandiere palestinesi.
Rimane occupata anche la sede universitaria di via Laura, dove gli studenti chiedono l'interruzione degli accordi di collaborazione e ricerca con le università e gli enti israeliani.
Riguardo all'occupazione del plesso di via Laura è intervenuta anche la rettrice dell'Università di Firenze Alessandra Petrucci, che ha inviato una lettera agli studenti invitandoli ad interrompere la protesta per un confronto costruttivo: "Considero importante e utile mantenere aperto un dialogo costruttivo. Desidero tuttavia ribadire che la ripresa della didattica è condizione imprescindibile per potersi incontrare. Il blocco delle lezioni rappresenta infatti un atto che lede il diritto allo studio e manca di rispetto verso l'intera comunità accademica: verso chi paga le tasse universitarie per poter frequentare regolarmente i corsi e verso gli studenti-lavoratori, che spesso si organizzano o chiedono permessi pur di partecipare alle lezioni. Resto disponibile a incontrare la vostra delegazione in Rettorato una volta ripristinato il normale svolgimento delle attività didattiche, così da poter dialogare in un clima di responsabilità e rispetto reciproco" ha scritto la rettrice.
Rimane occupata anche la sede universitaria di via Laura, dove gli studenti chiedono l'interruzione degli accordi di collaborazione e ricerca con le università e gli enti israeliani.
Riguardo all'occupazione del plesso di via Laura è intervenuta anche la rettrice dell'Università di Firenze Alessandra Petrucci, che ha inviato una lettera agli studenti invitandoli ad interrompere la protesta per un confronto costruttivo: "Considero importante e utile mantenere aperto un dialogo costruttivo. Desidero tuttavia ribadire che la ripresa della didattica è condizione imprescindibile per potersi incontrare. Il blocco delle lezioni rappresenta infatti un atto che lede il diritto allo studio e manca di rispetto verso l'intera comunità accademica: verso chi paga le tasse universitarie per poter frequentare regolarmente i corsi e verso gli studenti-lavoratori, che spesso si organizzano o chiedono permessi pur di partecipare alle lezioni. Resto disponibile a incontrare la vostra delegazione in Rettorato una volta ripristinato il normale svolgimento delle attività didattiche, così da poter dialogare in un clima di responsabilità e rispetto reciproco" ha scritto la rettrice.
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