Ad un anno esatto dalla scomparsa

"A mia figlia vorrei dire che la mamma è ancora qui in piedi, che lotterà fino alle fine, vorrei solo riabbracciarti tesoro mio. Vorrei che qualcuno parli nella verità, mi faccia sapere almeno un indizio, ci sono tante maniere di far sapere nell'anonimato. Mia figlia merita giustizia e verità, io non voglio vendetta, voglio solo trovare mia figlia, riabbracciarla e portarla a casa". È l'appello lanciato da Katherine Alavrez Vasquez, la mamma di Kata, la bambina peruviana sparita dall'ex hotel Astor a Firenze esattamente un anno fa.

E oggi, 365 giorni dopo, per ricordarla, per tenere alta l'attenzione su Kata, per pronunciare ad alta voce il suo nome, in piazza Dalla Piccola a Firenze, si è svolta un'iniziativa alla quale oltre alla madre hanno partecipato alcuni familiari, i rappresentanti dell'associazione Penelope Toscana presieduta da Emanuele Zuccagnoli, alcuni cittadini e il candidato sindaco del centrodestra Eike Schmidt. 'Scomparsa il 10-06-2023. Sempre con te, sempre per te: ovunque e comunque Kataleya' è la scritta sulla maglietta verde, con tanto di foto di Kata, indossata dalla mamma della bimba e da alcune altre persone mentre sull'asfalto erano state scritte alcune frasi con gesso bianco 'Subito la verità per Kata' ed ancora 'Cara Kata lo so che non ti ho mai conosciuto però mi manchi. Il piccolo fiore strappato all'amore della mamma’, firmato da Vitty, una bimba di circa 10 anni in piazza con la sua mamma.

"Come ho sempre detto mia figlia merita verità, ho solo voglia di abbracciate mia figlia, vorrei che queste persone che vedranno questo video si mettano la mano sulla coscienza e mi dicano cosa è successo a mia figlia, come sta. Ci sono tante maniere di farlo sapere. Non mi interessa chi è stato", ha proseguito la mamma di Kataleya e rispondendo a chi gli chiedeva se avesse visto il nuovo video di qualche giorno fa nel quale emerge che c'erano delle persone nel punto dove la piccola è scomparsa e se le avesse riconosciute ha detto: "Sì, quando hanno parlato di tutte le piste fanno bene ma penso che meriti anche la pista di altre nazionalità come quella dei rumeni, perché erano delle persone rumene che abitavano li, ne ho riconosciuto uno, l'altro no".

Ed infine alla domanda se possano aver un ruolo, se ci può essere un perché in quel momento fossero vicini alla bimba, ha risposto: "A questo punto tutto può essere, non posso escludere niente e quello che ho visto e che ha richiamato la mia attenzione è quello che ho segnalato agli inquirenti, di approfondire quell'immagine". Per la mamma di Kata il clima di omertà non riguarda "solo la comunità rumena ma anche la comunità peruviana, ecuadoriana, nessuno ha parlato con la verità".

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