Come riporta questa mattina il Corriere Fiorentino, il tribunale di Prato ha confermato il licenziamento di un collaboratore scolastico assunto qualche mese fa dopo che i colleghi, durante il processo aperto dall’uomo contro la decisione della scuola, hanno confermato la scarsa, se non del tutto assente, collaborazione offerta dall’uomo sul posto di lavoro.
Come scrive il quotidiano riprendendo le motivazioni della sentenza, l’uomo era spesso dedito alle parole crociate e ai cruciverba, e ogni volta che gli veniva chiesto di dare una mano accampava scuse. Inoltre spesso mancava di svolgere il lavoro a lui affidato, ovvero la pulizia e la cura degli spazi scolastici, costringendo così i colleghi a del lavoro ulteriore.
Inoltre, aggiunge il quotidiano, ai rumori forti manifestava insofferenza, come nel caso del suono della campanella o l’uscita dei ragazzi.
Per queste ragioni la scuola era stata inizialmente costretta a chiedergli di svolgere il proprio lavoro, ma l’uomo non aveva cambiato atteggiamento. Da qui, quindi, la decisione di licenziarlo.
Come scrive il quotidiano riprendendo le motivazioni della sentenza, l’uomo era spesso dedito alle parole crociate e ai cruciverba, e ogni volta che gli veniva chiesto di dare una mano accampava scuse. Inoltre spesso mancava di svolgere il lavoro a lui affidato, ovvero la pulizia e la cura degli spazi scolastici, costringendo così i colleghi a del lavoro ulteriore.
Inoltre, aggiunge il quotidiano, ai rumori forti manifestava insofferenza, come nel caso del suono della campanella o l’uscita dei ragazzi.
Per queste ragioni la scuola era stata inizialmente costretta a chiedergli di svolgere il proprio lavoro, ma l’uomo non aveva cambiato atteggiamento. Da qui, quindi, la decisione di licenziarlo.
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