Oggi sono state rese note le motivazioni della condanna a 14 anni e 10 mesi

Picchiato fino a ucciderlo, poi, ormai cadavere, gli bruciò la testa e ne nascose il corpo in una buca dentro un capannone, ricoprendola con calcinacci e rifiuti edili: tutto per la spartizione di un bottino da 2.000 euro provento di una rapina.

Così le motivazioni del gip di Prato sulla sentenza di condanna per l'omicidio di Said Jaador, un uomo di origini marocchine di 38 anni trovato morto il 9 maggio 2023 in uno stabile abbandonato di via Galcianese. Oggi viene reso noto il movente di quel delitto grazie al deposito delle motivazioni della sentenza che ha condannato Abdelhadi Hajjai detto Madani, 52 anni, anche lui marocchino, a 14 anni 10 mesi, in rito abbreviato, per omicidio volontario, vilipendio e occultamento di cadavere. La sentenza è stata letta nel dicembre 2024.

       
I due uomini, coinquilini in subaffitto in un'abitazione in via Galcianese, il 18 aprile litigarono furiosamente per dividersi il profitto di una rapina a un cinese. La contesa culminò in uno scontro in cui prevalse il 52enne che uccise l'amico usando un corpo contundente con cui lo colpì alla testa. Per nascondere le tracce addirittura ritinteggiò l'abitazione. L'omicidio risaliva al 18 aprile 2023, l'ex moglie ne denunciò la scomparsa il 21 aprile. Jaador fu riconosciuto dai tatuaggi. Il fermo per Hajjai scattò presto dopo il ritrovamento del cadavere. 
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